Scoglio di Santa Rita

L’IDENTITÀ DEL TERRITORIO, UNA RICCHEZZA DA RACCONTARE

Io sono in una posizione un po’ particolare, abito in questo territorio come cittadino da poco più di un anno e per un bel po’ di tempo, dal 2004 al 2010,  l’ho frequentato per lavoro (sempre in ambito turistico) per almeno sei mesi all’anno.

L’immagine che io ho di questo territorio e la sua rappresentazione che pian piano si è venuta a comporre in me è sicuramente differente da quella che hanno gli altri cittadini di Cascia (in provincia di Perugia) che qui sono nati e cresciuti, da quella che ha chi, in estate, ritorna in questo suo paese d’origine o ancora da quella che, fino a qualche mese fa, prima della pandemia, si sono potuti creare i pellegrini e i turisti arrivati in questo luogo spinti dalla fede in Santa Rita o dal richiamo del morbido skyline (la linea dell’orizzonte, nei miei ricordi da bambino è piatta, qui è “gonfiata” da monti e colli).

Ognuno crea la propria immagine basata sul proprio vissuto, sull’esperienza di una vita o di poche ore. Funziona così, in ognuno di noi si genera la consapevolezza di un luogo, ognuno di noi è pronto a descriverlo e raccontarlo avendolo sperimentato anche solo per pochissimo tempo.

Possiamo intervenire per facilitare il racconto di queste esperienze, non inventando ciò che non siamo ma valorizzando ciò che abbiamo: natura, paesaggi, storia, ampi spazi, sentieri, cibo e tanto altro attraverso la creazione un’offerta turistica che sia possibilità di incontro, di condivisione, di accoglienza delle persone.

Così, con Rockability, vorremmo lavorare, insieme agli attori del territorio (operatori turistici, aziende agricole e di allevamento, agriturismi, ecc.) , per dare valore a ciò che ci circonda riconoscendolo, nominandolo, dandogli dignità e aggiungendolo a ciò che di valore ne ha già: tutto il turismo religioso e sportivo.

Penso che la nostra attenzione dovrebbe dirigersi verso l’informazione e la formazione in merito alle modalità di un’accoglienza, modalità che valorizzino le persone in quanto portatori di emozioni, sentimenti e sensazioni.

Ma non basta elencare le ricchezze del territorio per ritrovarsi con nuovi turisti. Bisogna notare che linguaggio dei social e dei portali turistici è cambiato. Non suggerisce più azioni da compiere (“visita il nostro museo”, “vieni a respirare aria buona da noi”, “compra i nostri prodotti”, ecc.), ma tende a descrivere sentimenti ed emozioni generate dal fruire il territorio.

Fate caso alle ultime campagne pubblicitarie che parlano di luoghi, spesso non si fa uso di parole ma solo di rumori prodotti dalla natura, di suoni (magari di una risata che esprime serenità), di immagini di persone che con meraviglia osservano ciò che li circonda.
Quando invece le parole ci sono, sono utilizzate da qualcuno che descrive esperienze e sensazioni.

Si cerca di generare un sentimento di curiosità nello spettatore attraverso il racconto delle emozioni provate da chi ha frequentando un luogo.

Così, a Cascia, ad esempio:
– per invogliare a visitare i musei potremmo narrare del fatto che nel gruppo ligneo della fine del 1500 dell’Arcangelo Raffaele e Tobia quest’ultimo sia rappresentato come un bambino, nonostante non lo fosse, per accentuare, in chi osserva, la sensazione di tenera protezione dell’Arcangelo nei confronti del ragazzo;

– per invogliare a venire a respirare aria pura potremmo produrre delle dirette sui social di camminate lungo nostri sentieri con interventi di esperti di paesaggio, di flora e fauna, di storia, di cultori e appassionati o anche potremmo andare alla ricerca delle le fonti d’acqua in alta montagna;

– per invogliare a per incentivare i prodotti a km0 potremmo pubblicare video sulla trasformazione del latte in formaggi nei caseifici o sulla meticolosa attenzione e cura nella raccolta e essiccazione degli stimmi di zafferano.

Sulla linea del descrivere le sensazioni personali, potremmo far in modo che siano gli stessi turisti i migliori narratori dell’esperienza che hanno vissuto nei nostri luoghi. Potremmo puntare ad uno strumento che dia loro la possibilità di donarci le loro sensazioni.

Una volta si diceva che il “passaparola” fosse la miglior pubblicità, oggi il “passaparola” (lo storytelling) lo si fa sui social. Oggi chi racconta (lo storyteller) di un luogo di inaspettata bellezza, di un viaggio rilassante o di un ottimo piatto al ristorante, chi racconta quindi la sua esperienza è potenzialmente il nostro migliore investitore.

Io immagino un portale on line condiviso sul quale chiedere a coloro che abbiamo accolto come “cittadini temporanei” di esprimere con immagini, video o testi le sensazioni vissute in questo territorio.

Dovremmo incentivare queste forme di scambio, contatto e interazione con chi attraversa per un’ora o per una settimana questi luoghi, ma anche con chi sta progettando di arrivarci perché ogni turista inizia l’esperienza del proprio viaggio già prima della partenza, quando è ancora nella sua casa, nella sua quotidianità e immagina come potrebbe essere la sua vacanza, il suo viaggio creandosi un’aspettativa.

Vi invito a pensare all’ultima vacanza o gita fuori porta che avete fatto, all’ultima volta che siete stati in una città d’arte, o siete andati al mare anche solo a San Benedetto del Tronto per mangiare il pesce (che per i Casciani è un’usanza periodica irrinunciabile), oppure quando siete andati a Rasiglia per capire cosa ci fosse mai. Quale sensazione vi è rimasta, cosa vi è piaciuto e cosa vi ha deluso, lo avete comunicato a qualcuno? Qualcuno vi ha chiesto come sarebbe potuta migliorare la vostra esperienza? Bene, uno dei lavori che dovremmo fare, soprattutto in questo momento di crisi, è quello avere più empatia, di essere più vicini all’esperienza di chi arriverà in questo territorio cercando di soddisfare le aspettative e di facilitare la nascita e la condivisione di sensazioni positive.

Andrea Trevisi
Cascia, 31/7/2020
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TURISMO RESPONSABILE: RIPARTIAMO DA QUI!

Ce lo dicono i dati sui flussi turistici e i sondaggi sulle scelte degli italiani. Ce lo dicono i numeri e le tendenze post lockdown. Il turismo sarà sempre di più legato a mete nazionali, in grado di offrire non solo servizi di qualità ma esperienze da ricordare. E i territori che potranno garantire tutto questo unitamente alla possibilità di evadere dalla quotidianità, potendo contare su contesti naturali da scoprire e da vivere, avranno una chance in più per poter ambire non soltanto alla ripresa ma anche e soprattutto ad uno sviluppo economico innovativo e sostenibile.

Ma che cos’è il turismo responsabile? Che cosa propone, di quali principi è portatore? A spiegarlo in maniera molto efficace è l’AITR, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile, nostro partner di progetto.

“Il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista dello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio.

Il turismo responsabile ha acquisito gradualmente significati e contenuti condivisi. Sia il turismo sociale che il turismo sostenibile che quello esperienziale sono solo forme del turismo responsabile, ma a volte possono anche non coincidere. Con l’ecoturismo il turismo responsabile ha tanti punti di contatto. Il turismo sostenibile o ecosostenibile è quel turismo promosso da operatori che rivolgono una particolare attenzione al rapporto tra attività turistica e natura, e che adottano strategie operative affinché tale rapporto sia all’insegna dell’armonia e del rispetto. Il turismo responsabile invece si riferisce anche alle componenti sociali ed economiche, al rapporto con la comunità.

Il turismo lento è un ulteriore forma di turismo, che si affianca al turismo esperienziale e sostenibile. Con il tempo si è individuato nel turismo lento e nella mobilità dolce un modo per fare turismo all’insegna dell’armonia e del rispetto dell’ambiente, un modo per approfondire e conoscere le realtà e le comunità locali. Il 2019 è stato nominato l’anno del turismo lento come strategia di sviluppo che ha come fine la tutela e la riproposizione innovativa di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, e lungo un arco di secoli di civiltà. Una strategia fondamentale per governare la crescita dei flussi turistici che ci attendiamo per i prossimi anni”.

Sulla scia di tutto questo Rockability ha partecipato all’ultima edizione del Festival del turismo responsabile IT.A.CÀcurando un evento dal titolo “Un territorio in cammino verso il futuro” (sotto è possibile rivedere la diretta), dedicato proprio alla vocazione esperienziale del territorio di Cascia e Roccaporena.

“Il Festival IT.A.CÀ nasce a Bologna nel 2008 per raccontare e fare rete tra gli operatori locali impegnati in attività di turismo responsabile e sostenibile. Negli anni ha sviluppato un importante rete nazionale, diventando il primo e unico festival in Italia ed Europa che si occupa di turismo responsabile e innovazione turistica in un’ottica sostenibile. Premiato nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale del turismo dell’ONU per l‘eccellenza e l’innovazione nel turismo: IT.A.CÀ, IL PRIMO E UNICO FESTIVAL IN ITALIA SUL TURISMO RESPONSABILE, invita a scoprire luoghi e culture attraverso itinerari a piedi e a pedali, workshop, seminari, laboratori, mostre, concerti, documentari, libri e degustazioni per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

Un cammino unico in tanti territori diversi, per trasformare l‘incoming in becoming. Coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini. 

Da oltre dieci anni, attraverso centinaia di eventi sparsi sul territorio nazionale e una rete di oltre 700 soggetti, il Festival invita a riflettere, in chiave critica, sul concetto di viaggio e ospitalità, sulle migrazioni e la cittadinanza globale, sulle disuguaglianze e lo sviluppo.

In maniera creativa promuove una nuova etica del turismo volta a sensibilizzare le istituzioni, i viaggiatori, l’industria e gli operatori turistici per uno sviluppo sostenibile e socialmente responsabile del territorio”.

 

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COMUNITA’ EDUCATIVE: ALLARGHIAMO LO SGUARDO

Prende sempre più forza a Roccaporena quello che ci piace chiamare lavoro collettivo sulla possibilità.

Lo scorso 17 luglio, infatti, sul sentiero di Rockability si sono aggiunti nuovi esploratori, desiderosi di aprire e condividere spazi di confronto.

Educatori e referenti di comunità socio-educative provenienti da vari territori della nostra Regione (Terni, Narni, Amelia, Foligno, Perugia) hanno risposto all’appello del CNCA Umbria (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e carichi di aspettative si sono coinvolti nel laboratorio partecipativo “La sfida delle comunità intraprendenti”, una giornata per ritrovarsi intorno a riflessioni, affatto scontate, sul ruolo che le comunità educative per minori possono assumere nell’animazione territoriale, nello sviluppo e nel mantenimento di reti e pratiche comunitarie.

Temi complessi, ma particolarmente necessari in un tempo, oggi, di ripartenza post-covid in cui è prioritario, come non mai, dare senso ai vissuti e costruire pensiero per ri-orientarsi dopo che molte certezze sono saltate.

Temi complessi, inoltre, che si intrecciano in modo significativo con il percorso di rigenerazione che la comunità di Roccaporena ha avviato per la rinascita del “centro educativo”. Una comunità che sta ri-disegnando da oltre un anno i suoi perimetri di spazio e di contenuto per riaprirsi ai ragazzi proponendo un’accoglienza rinnovata.

Ritrovarsi, per una giornata, ognuno fuori dalla propria quotidianità (Roccaporena questo effetto lo fa!) ci ha permesso di sostare nel pensiero e di approcciarci in modo condiviso alle riflessioni e alle questioni che le comunità educative sentono forti e necessarie. Un’azione di riflessività che non sempre è possibile garantirsi nei propri contesti.

Lanciata la provocazione “Cosa accade se percorsi di cura e tutela sollecitano una relazione di interdipendenza tra l’empowerment individuale e quello collettivo? Quale ruolo abilitante possono assumere le comunità socio-educative, oggi, nel generare valore e impatto territoriale?”, il primo grande bisogno è stato quello di ritrovarsi nei linguaggi e nei significati attraverso una pratica di comprensione ed interpretazione comune dei percorsi che ciascun territorio e ciascuna comunità esprimono.

Il confronto è appena iniziato e a questo primo step ne seguiranno altri, necessari, se davvero vogliamo insieme prefigurare azioni di sistema trasformative capaci di incidere e creare valore.

A settembre, quindi, il prossimo appuntamento a Roccaporena, ancora più allargato a territori e attori che, formalmente e informalmente, si occupano di accoglienza di minori, formazione, sviluppo locale e beni comuni.

Un grazie speciale, intanto, a chi ha raccolto la sfida e ha fatto Km di curve per unirsi a Rockability: Massimo Costantini, Albano Grilli, Tiziana Agabiti, Marisa Sensini, Paolo Calamita, Silvia Benedetti, Elisa Filipponi, Mauro Pacini, Susanna Biancifiori.

GRUPPO

PUO’ L’ARTE ESSERE STRUMENTO E AMBITO DI SVILUPPO LOCALE?

La domanda può apparire retorica se pensiamo a quante realtà (la stessa vicina Spoleto  con il Festival dei Due Mondi) abbiano radicalmente mutato il proprio modello di sviluppo a seguito di un fortunato e geniale evento culturale.

Però questa domanda se confrontata con il misero presente e con le difficoltà (oggi drammaticamente aggravate dal Covid) che vivono gli artisti, gli operatori culturali, i tecnici afferenti al mondo dell’arte,  della creatività e dello spettacolo, appare in tutta la sua brutale attualità.

Per questo lanciare l’idea delle residenze artistiche a Roccaporena/Cascia nell’ambito del progetto Rockability non ci è sembrato affatto un’ idea scontata.

Piuttosto ci è parsa una scommessa che affondava le proprie radici nella vocazione di quei luoghi e di quella straordinaria personalità che è stata ed è Rita da Cascia.

Nel maggio 2019 si è tenuta  a Roccaporena di Cascia la residenza d’artista AD USUM PEREGRINORUM con la  direzione artistica di Franco Troiani e la collaborazione di Miriam Montani.

Durante quell’esperienza, conclusa con l’obiettivo comune di tracciare un segno, un’opera o un pensiero scritto quale testimonianza da lasciare in collezione alla comunità che li ospitava, gli artisti Julie Born Schwartz, Alessandra Ciniselli, Giovanni della Ceca, Tommaso Faraci, Giulia Filippi, Arianna Maestrale, Matteo Pompili, Gianluca Quaglia, Matilde Sambo, Leila Mirzakhani, Giovanni Sartori Braido, Matteo Vettorello, guidati dai tutor Sauro Cardinali, Emanuele De Donno, Franco Troiani e Nyla Van Ingen, supportati dagli interventi di Vittoria Bonifati, Luciano Giacchè, Glenda Giampaoli, Miriam Montani, Fulvio Porena, Guy Robertson, Alice Schivardi, Jeffrey Isaac,  hanno vissuto quattro giornate di confronto incentrate sulla condizione umana e il senso dell’arte, decontestualizzate rispetto al caos bellico della vita quotidiana.

Ad oltre un anno di distanza dalla residenza, appena usciti dall’isolamento imposto dal Covid, sabato 11 luglio 2020 il Progetto Rockability  ha inaugurato la mostra dedicata alle opere “Ex-Voto” realizzate dagli artisti, dai curatori e dagli operatori culturali “tutor” che sono stati ospiti, nel maggio del 2019, della residenza.

Un’esperienza che ha ricalcato quella vissuta nel 1961 dall’artista francese Yves Klein il quale, venuto in pellegrinaggio a Cascia, dedicò alla Santa uno dei più famosi “Ex-Voto” della storia dell’arte contemporanea.

La mostra, curata da Franco Troiani (Studio A’87), con la collaborazione di Miriam Montani, allestita nella Casa natale di Santa Rita a Roccaporena, sarà aperta al pubblico fino al 9 agosto 2020, rappresentando di fatto il lascito creativo e generativo di un’esperienza artistica collettiva il cui impatto raggiungerà anche Spoleto, dove le opere saranno esposte dopo la chiusura della mostra in occasione del Festival dei Due Mondi nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo dal 19 agosto al 10 settembre 2020.

Il progetto si inseriva in una delle linee progettuali di Rockability che vede Roccaporena, in modo particolare, e Cascia, più in generale,  come luoghi di spiritualità, frugalità  e di ispirazione artistica, immersi come sono in una natura incontaminata e altamente evocativa anche per la forte presenza di Santa Rita.

Inoltre si voleva  esaltare il rapporto con Cascia e con Santa Rita  avuto da artisti come Yves Klein e Dino Buzzati; “ Santa Rita da Cascia, Santa dei casi impossibili e disperati, grazie di tutto l’aiuto così grande, decisivo e meraviglioso che mi hai dato finora. Infinitamente grazie. Anche se non ne sono personalmente degno, aiutami ancora e sempre e nella mia arte e proteggi tutto ciò che ho creato affinché, nonostante me, sia tutto, sempre, di Grande Bellezza. Y. K.”

Cascia , in questa visione di futuro, potrebbe diventare una sorta di meta di un pellegrinaggio artistico raffinato e intellettuale, ma anche giovane e spigliato.

Al volo notturno  di Santa Rita e al Volo di Yves Klein si ispirerà  anche la performance  dell’artista  Alice Schivardi, prevista per il mese di ottobre 2020.

Sempre con la direzione artistica di Franco Troiani, è prevista una nuova edizione della Residenza, con altri giovani artisti provenienti anch’essi dalle migliori Accademie italiane.

Come ha scritto Fulvio Porena in un testo donato alla mostra di Ex Voto; Che una donna vissuta tra la fine del trecento e la prima metà del quattrocento in uno dei posti più remoti dell’Appennino centrale, a Roccaporena, dove tutt’ora l’unica strada per arrivarci finisce, per di più suora di clausura, diventasse icona di modernità sembra ben stravagante. Eppure S. Rita, nata nel 1381 e vissuta fra Roccaporena e Cascia fino al 1457, ha sollecitato l’attenzione di tanti che, in qualche modo, la modernità l’hanno costruita.”