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NASCE IL “COMPRENSORIO DEI SENTIERI CASCIANI”

L’idea è semplice quanto spontanea: incentivare la conoscenza del territorio Casciano attraverso i sentieri che lo percorrono.

I sentieri di questa terra rappresentano le linee tangibili dell’operosità continua degli agricoltori e allevatori che li utilizzano da decenni, a volte da secoli, per spostarsi con mezzi e bestiame. Se davanti ai nostri paesaggi contempliamo la bellezza dei campi, le loro forme geometriche e l’armonia dei colori lo dobbiamo al lavoro imperterrito degli agricoltori, se ammiriamo le greggi al pascolo lo dobbiamo alle fatiche senza orari degli allevatori, se ci meravigliamo della bellezza di alcuni casolari lo dobbiamo agli agriturismi che ospitano chi da questo territorio si vuole sentire accolto.

Giovedì 30 luglio, ad Ocosce, si è dato appuntamento un gruppo di queste persone che ancora una volta confidano di poter aggiungere valore al territorio. Quella terra che già da tempo curano con il proprio lavoro.

Noi di Rockability, insieme a loro, sentiamo la necessità di generare ciò che non c’è, il “Comprensorio dei Sentieri Casciani da percorrere a piedi, in bicicletta e a cavallo. Quando si aggiunge valore ad un luogo è tutta la comunità che ci guadagna, quella residente ma anche quella che periodicamente lo frequenta o potrebbe frequentarlo.

Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020

Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

I sentieri sono un dono per quelle persone che vogliono addentrarsi nei paesaggi, passo dopo passo diventarne parte, fare esperienza diretta di scene e rappresentazioni a loro inedite ricche anche di storia.

I sentieri sono un dono di tempo che possiamo offrire ai turisti, quel tempo che scorre senza impazienza, quello che è scandito dal personale ritmo dei passi, quello giusto per incontrare persone, tradizioni, usanze, sorrisi e speranze. Il tempo in cui chi giunge qui da altrove ha la possibilità sentirsi più che turista, “cittadino temporaneo”.

I sentieri possono essere un luogo di scambio tra chi racconta e chi ascolta. E a raccontare a volte è la gente del luogo, altre volte la gente ospitata nei luoghi, altre ancora è la Natura che parla. Chi ascolta lo fa con delicatezza, tranquillità e voglia di accogliere.

Sentero Cascia-Ocosce-Roccaporena. Verifica Sentiero 10 luglio 2020

Così il primo sentiero che abbiamo progettato di rendere fruibile con un’operazione di manutenzione comunitaria il 18 agosto prossimo, è quello che collega Cascia a Roccaporena passando per Ocosce. Lo abbiamo già percorso il 10 luglio per verificarne le condizioni e per mapparlo in GPS. E’ un sentiero che parte dalla Rocca di Cascia, luogo storico, sede di scavi archeologici, sale nel bosco verso la frazione di Ocosce e la percorre fino al bivio con cappella votiva dedicata a Santa Rita. Da questo punto, svoltando a destra si prosegue lungo le stradine vicinali. Si giunge al Casale del Castellano, altro luogo di ritrovamenti archeologici che fanno ipotizzare che l’area sia stata abitata ancor prima della urbanizzazione della città di Cascia.

Questo è uno dei punti più panoramici del percorso, la vista spazia sulla frazione di Roccaporena.

Lo Scoglio di Santa Rita è lì, vicinissimo, ma in realtà un po’ più basso e a circa un chilometro in linea d’aria.

Poco più a destra la frazione di Collegiacone.

Si sale con lo sguardo oltre la cresta del Monte della Sassa e in lontananza si incontra la catena dei Monti Sibillini. E’ facile riconoscere Monte Vettore sopra tutti con la sua frattura orizzontale.

Tra tutto questo e i nostri piedi il vuoto della vallata del fiume Corno. Il momento è incantevole.

Questo luogo è conosciuto da tanti casciani, ma a pochissimi “cittadini temporanei“ è stato donato come tempo di condivisione di un’esperienza. Possiamo farlo.

Riprendendo a camminare, il percorso continua in ripida discesa, a zig-zag nel bosco fino al letto del fiume Corno facilmente guadabile in quanto asciutto. Poi un’ultima piccola salita permette di arrivare a Roccaporena.

La manutenzione del 18 agosto prevede la pulizia del sentiero da fronde e rami sporgenti. Nei giorni successivi sarà installata la segnaletica (verticale e orizzontale oltre agli eventuali pannelli informativi), operazione molto importante per l’identificazione dei luoghi.

Dall’autunno in poi si procederà ad aggiungere ulteriori sentieri di interesse paesaggistico, storico e archeologico, che creeranno un anello intorno a Cascia intersecando il “Cammino di San Benedetto” e toccando frazioni, aziende agricole e agriturismi. Si provvederà al tracciamento in GPS così da poter visualizzare i tracciati comodamente da smartphone attraverso l’uso di applicazioni dedicate.

Chiunque voglia contribuire con un’idea, un’opinione e magari con un po’ del suo tempo alla manutenzione, al posizionamento della segnaletica, alla mappatura o anche alla creazione dei sentieri può scrivere a info@rockability.net o telefonare allo 3337642516 (Andrea).

Doniamoci la libertà di partecipare alla gestione del nostro spazio. La libertà di aggiungere valore alla terra che abitiamo. La libertà di esserci.

“La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche un gesto o un’invenzione

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione”

(La Libertà – Giorgio Gaber)

 

Andrea Trevisi

Cascia 05/08/2020

Scoglio di Santa Rita

L’IDENTITÀ DEL TERRITORIO, UNA RICCHEZZA DA RACCONTARE

Io sono in una posizione un po’ particolare, abito in questo territorio come cittadino da poco più di un anno e per un bel po’ di tempo, dal 2004 al 2010,  l’ho frequentato per lavoro (sempre in ambito turistico) per almeno sei mesi all’anno.

L’immagine che io ho di questo territorio e la sua rappresentazione che pian piano si è venuta a comporre in me è sicuramente differente da quella che hanno gli altri cittadini di Cascia (in provincia di Perugia) che qui sono nati e cresciuti, da quella che ha chi, in estate, ritorna in questo suo paese d’origine o ancora da quella che, fino a qualche mese fa, prima della pandemia, si sono potuti creare i pellegrini e i turisti arrivati in questo luogo spinti dalla fede in Santa Rita o dal richiamo del morbido skyline (la linea dell’orizzonte, nei miei ricordi da bambino è piatta, qui è “gonfiata” da monti e colli).

Ognuno crea la propria immagine basata sul proprio vissuto, sull’esperienza di una vita o di poche ore. Funziona così, in ognuno di noi si genera la consapevolezza di un luogo, ognuno di noi è pronto a descriverlo e raccontarlo avendolo sperimentato anche solo per pochissimo tempo.

Possiamo intervenire per facilitare il racconto di queste esperienze, non inventando ciò che non siamo ma valorizzando ciò che abbiamo: natura, paesaggi, storia, ampi spazi, sentieri, cibo e tanto altro attraverso la creazione un’offerta turistica che sia possibilità di incontro, di condivisione, di accoglienza delle persone.

Così, con Rockability, vorremmo lavorare, insieme agli attori del territorio (operatori turistici, aziende agricole e di allevamento, agriturismi, ecc.) , per dare valore a ciò che ci circonda riconoscendolo, nominandolo, dandogli dignità e aggiungendolo a ciò che di valore ne ha già: tutto il turismo religioso e sportivo.

Penso che la nostra attenzione dovrebbe dirigersi verso l’informazione e la formazione in merito alle modalità di un’accoglienza, modalità che valorizzino le persone in quanto portatori di emozioni, sentimenti e sensazioni.

Ma non basta elencare le ricchezze del territorio per ritrovarsi con nuovi turisti. Bisogna notare che linguaggio dei social e dei portali turistici è cambiato. Non suggerisce più azioni da compiere (“visita il nostro museo”, “vieni a respirare aria buona da noi”, “compra i nostri prodotti”, ecc.), ma tende a descrivere sentimenti ed emozioni generate dal fruire il territorio.

Fate caso alle ultime campagne pubblicitarie che parlano di luoghi, spesso non si fa uso di parole ma solo di rumori prodotti dalla natura, di suoni (magari di una risata che esprime serenità), di immagini di persone che con meraviglia osservano ciò che li circonda.
Quando invece le parole ci sono, sono utilizzate da qualcuno che descrive esperienze e sensazioni.

Si cerca di generare un sentimento di curiosità nello spettatore attraverso il racconto delle emozioni provate da chi ha frequentando un luogo.

Così, a Cascia, ad esempio:
– per invogliare a visitare i musei potremmo narrare del fatto che nel gruppo ligneo della fine del 1500 dell’Arcangelo Raffaele e Tobia quest’ultimo sia rappresentato come un bambino, nonostante non lo fosse, per accentuare, in chi osserva, la sensazione di tenera protezione dell’Arcangelo nei confronti del ragazzo;

– per invogliare a venire a respirare aria pura potremmo produrre delle dirette sui social di camminate lungo nostri sentieri con interventi di esperti di paesaggio, di flora e fauna, di storia, di cultori e appassionati o anche potremmo andare alla ricerca delle le fonti d’acqua in alta montagna;

– per invogliare a per incentivare i prodotti a km0 potremmo pubblicare video sulla trasformazione del latte in formaggi nei caseifici o sulla meticolosa attenzione e cura nella raccolta e essiccazione degli stimmi di zafferano.

Sulla linea del descrivere le sensazioni personali, potremmo far in modo che siano gli stessi turisti i migliori narratori dell’esperienza che hanno vissuto nei nostri luoghi. Potremmo puntare ad uno strumento che dia loro la possibilità di donarci le loro sensazioni.

Una volta si diceva che il “passaparola” fosse la miglior pubblicità, oggi il “passaparola” (lo storytelling) lo si fa sui social. Oggi chi racconta (lo storyteller) di un luogo di inaspettata bellezza, di un viaggio rilassante o di un ottimo piatto al ristorante, chi racconta quindi la sua esperienza è potenzialmente il nostro migliore investitore.

Io immagino un portale on line condiviso sul quale chiedere a coloro che abbiamo accolto come “cittadini temporanei” di esprimere con immagini, video o testi le sensazioni vissute in questo territorio.

Dovremmo incentivare queste forme di scambio, contatto e interazione con chi attraversa per un’ora o per una settimana questi luoghi, ma anche con chi sta progettando di arrivarci perché ogni turista inizia l’esperienza del proprio viaggio già prima della partenza, quando è ancora nella sua casa, nella sua quotidianità e immagina come potrebbe essere la sua vacanza, il suo viaggio creandosi un’aspettativa.

Vi invito a pensare all’ultima vacanza o gita fuori porta che avete fatto, all’ultima volta che siete stati in una città d’arte, o siete andati al mare anche solo a San Benedetto del Tronto per mangiare il pesce (che per i Casciani è un’usanza periodica irrinunciabile), oppure quando siete andati a Rasiglia per capire cosa ci fosse mai. Quale sensazione vi è rimasta, cosa vi è piaciuto e cosa vi ha deluso, lo avete comunicato a qualcuno? Qualcuno vi ha chiesto come sarebbe potuta migliorare la vostra esperienza? Bene, uno dei lavori che dovremmo fare, soprattutto in questo momento di crisi, è quello avere più empatia, di essere più vicini all’esperienza di chi arriverà in questo territorio cercando di soddisfare le aspettative e di facilitare la nascita e la condivisione di sensazioni positive.

Andrea Trevisi
Cascia, 31/7/2020
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TURISMO RESPONSABILE: RIPARTIAMO DA QUI!

Ce lo dicono i dati sui flussi turistici e i sondaggi sulle scelte degli italiani. Ce lo dicono i numeri e le tendenze post lockdown. Il turismo sarà sempre di più legato a mete nazionali, in grado di offrire non solo servizi di qualità ma esperienze da ricordare. E i territori che potranno garantire tutto questo unitamente alla possibilità di evadere dalla quotidianità, potendo contare su contesti naturali da scoprire e da vivere, avranno una chance in più per poter ambire non soltanto alla ripresa ma anche e soprattutto ad uno sviluppo economico innovativo e sostenibile.

Ma che cos’è il turismo responsabile? Che cosa propone, di quali principi è portatore? A spiegarlo in maniera molto efficace è l’AITR, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile, nostro partner di progetto.

“Il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista dello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio.

Il turismo responsabile ha acquisito gradualmente significati e contenuti condivisi. Sia il turismo sociale che il turismo sostenibile che quello esperienziale sono solo forme del turismo responsabile, ma a volte possono anche non coincidere. Con l’ecoturismo il turismo responsabile ha tanti punti di contatto. Il turismo sostenibile o ecosostenibile è quel turismo promosso da operatori che rivolgono una particolare attenzione al rapporto tra attività turistica e natura, e che adottano strategie operative affinché tale rapporto sia all’insegna dell’armonia e del rispetto. Il turismo responsabile invece si riferisce anche alle componenti sociali ed economiche, al rapporto con la comunità.

Il turismo lento è un ulteriore forma di turismo, che si affianca al turismo esperienziale e sostenibile. Con il tempo si è individuato nel turismo lento e nella mobilità dolce un modo per fare turismo all’insegna dell’armonia e del rispetto dell’ambiente, un modo per approfondire e conoscere le realtà e le comunità locali. Il 2019 è stato nominato l’anno del turismo lento come strategia di sviluppo che ha come fine la tutela e la riproposizione innovativa di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, e lungo un arco di secoli di civiltà. Una strategia fondamentale per governare la crescita dei flussi turistici che ci attendiamo per i prossimi anni”.

Sulla scia di tutto questo Rockability ha partecipato all’ultima edizione del Festival del turismo responsabile IT.A.CÀcurando un evento dal titolo “Un territorio in cammino verso il futuro” (sotto è possibile rivedere la diretta), dedicato proprio alla vocazione esperienziale del territorio di Cascia e Roccaporena.

“Il Festival IT.A.CÀ nasce a Bologna nel 2008 per raccontare e fare rete tra gli operatori locali impegnati in attività di turismo responsabile e sostenibile. Negli anni ha sviluppato un importante rete nazionale, diventando il primo e unico festival in Italia ed Europa che si occupa di turismo responsabile e innovazione turistica in un’ottica sostenibile. Premiato nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale del turismo dell’ONU per l‘eccellenza e l’innovazione nel turismo: IT.A.CÀ, IL PRIMO E UNICO FESTIVAL IN ITALIA SUL TURISMO RESPONSABILE, invita a scoprire luoghi e culture attraverso itinerari a piedi e a pedali, workshop, seminari, laboratori, mostre, concerti, documentari, libri e degustazioni per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

Un cammino unico in tanti territori diversi, per trasformare l‘incoming in becoming. Coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini. 

Da oltre dieci anni, attraverso centinaia di eventi sparsi sul territorio nazionale e una rete di oltre 700 soggetti, il Festival invita a riflettere, in chiave critica, sul concetto di viaggio e ospitalità, sulle migrazioni e la cittadinanza globale, sulle disuguaglianze e lo sviluppo.

In maniera creativa promuove una nuova etica del turismo volta a sensibilizzare le istituzioni, i viaggiatori, l’industria e gli operatori turistici per uno sviluppo sostenibile e socialmente responsabile del territorio”.

 

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COMUNITA’ EDUCATIVE: ALLARGHIAMO LO SGUARDO

Prende sempre più forza a Roccaporena quello che ci piace chiamare lavoro collettivo sulla possibilità.

Lo scorso 17 luglio, infatti, sul sentiero di Rockability si sono aggiunti nuovi esploratori, desiderosi di aprire e condividere spazi di confronto.

Educatori e referenti di comunità socio-educative provenienti da vari territori della nostra Regione (Terni, Narni, Amelia, Foligno, Perugia) hanno risposto all’appello del CNCA Umbria (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e carichi di aspettative si sono coinvolti nel laboratorio partecipativo “La sfida delle comunità intraprendenti”, una giornata per ritrovarsi intorno a riflessioni, affatto scontate, sul ruolo che le comunità educative per minori possono assumere nell’animazione territoriale, nello sviluppo e nel mantenimento di reti e pratiche comunitarie.

Temi complessi, ma particolarmente necessari in un tempo, oggi, di ripartenza post-covid in cui è prioritario, come non mai, dare senso ai vissuti e costruire pensiero per ri-orientarsi dopo che molte certezze sono saltate.

Temi complessi, inoltre, che si intrecciano in modo significativo con il percorso di rigenerazione che la comunità di Roccaporena ha avviato per la rinascita del “centro educativo”. Una comunità che sta ri-disegnando da oltre un anno i suoi perimetri di spazio e di contenuto per riaprirsi ai ragazzi proponendo un’accoglienza rinnovata.

Ritrovarsi, per una giornata, ognuno fuori dalla propria quotidianità (Roccaporena questo effetto lo fa!) ci ha permesso di sostare nel pensiero e di approcciarci in modo condiviso alle riflessioni e alle questioni che le comunità educative sentono forti e necessarie. Un’azione di riflessività che non sempre è possibile garantirsi nei propri contesti.

Lanciata la provocazione “Cosa accade se percorsi di cura e tutela sollecitano una relazione di interdipendenza tra l’empowerment individuale e quello collettivo? Quale ruolo abilitante possono assumere le comunità socio-educative, oggi, nel generare valore e impatto territoriale?”, il primo grande bisogno è stato quello di ritrovarsi nei linguaggi e nei significati attraverso una pratica di comprensione ed interpretazione comune dei percorsi che ciascun territorio e ciascuna comunità esprimono.

Il confronto è appena iniziato e a questo primo step ne seguiranno altri, necessari, se davvero vogliamo insieme prefigurare azioni di sistema trasformative capaci di incidere e creare valore.

A settembre, quindi, il prossimo appuntamento a Roccaporena, ancora più allargato a territori e attori che, formalmente e informalmente, si occupano di accoglienza di minori, formazione, sviluppo locale e beni comuni.

Un grazie speciale, intanto, a chi ha raccolto la sfida e ha fatto Km di curve per unirsi a Rockability: Massimo Costantini, Albano Grilli, Tiziana Agabiti, Marisa Sensini, Paolo Calamita, Silvia Benedetti, Elisa Filipponi, Mauro Pacini, Susanna Biancifiori.

GRUPPO

PUO’ L’ARTE ESSERE STRUMENTO E AMBITO DI SVILUPPO LOCALE?

La domanda può apparire retorica se pensiamo a quante realtà (la stessa vicina Spoleto  con il Festival dei Due Mondi) abbiano radicalmente mutato il proprio modello di sviluppo a seguito di un fortunato e geniale evento culturale.

Però questa domanda se confrontata con il misero presente e con le difficoltà (oggi drammaticamente aggravate dal Covid) che vivono gli artisti, gli operatori culturali, i tecnici afferenti al mondo dell’arte,  della creatività e dello spettacolo, appare in tutta la sua brutale attualità.

Per questo lanciare l’idea delle residenze artistiche a Roccaporena/Cascia nell’ambito del progetto Rockability non ci è sembrato affatto un’ idea scontata.

Piuttosto ci è parsa una scommessa che affondava le proprie radici nella vocazione di quei luoghi e di quella straordinaria personalità che è stata ed è Rita da Cascia.

Nel maggio 2019 si è tenuta  a Roccaporena di Cascia la residenza d’artista AD USUM PEREGRINORUM con la  direzione artistica di Franco Troiani e la collaborazione di Miriam Montani.

Durante quell’esperienza, conclusa con l’obiettivo comune di tracciare un segno, un’opera o un pensiero scritto quale testimonianza da lasciare in collezione alla comunità che li ospitava, gli artisti Julie Born Schwartz, Alessandra Ciniselli, Giovanni della Ceca, Tommaso Faraci, Giulia Filippi, Arianna Maestrale, Matteo Pompili, Gianluca Quaglia, Matilde Sambo, Leila Mirzakhani, Giovanni Sartori Braido, Matteo Vettorello, guidati dai tutor Sauro Cardinali, Emanuele De Donno, Franco Troiani e Nyla Van Ingen, supportati dagli interventi di Vittoria Bonifati, Luciano Giacchè, Glenda Giampaoli, Miriam Montani, Fulvio Porena, Guy Robertson, Alice Schivardi, Jeffrey Isaac,  hanno vissuto quattro giornate di confronto incentrate sulla condizione umana e il senso dell’arte, decontestualizzate rispetto al caos bellico della vita quotidiana.

Ad oltre un anno di distanza dalla residenza, appena usciti dall’isolamento imposto dal Covid, sabato 11 luglio 2020 il Progetto Rockability  ha inaugurato la mostra dedicata alle opere “Ex-Voto” realizzate dagli artisti, dai curatori e dagli operatori culturali “tutor” che sono stati ospiti, nel maggio del 2019, della residenza.

Un’esperienza che ha ricalcato quella vissuta nel 1961 dall’artista francese Yves Klein il quale, venuto in pellegrinaggio a Cascia, dedicò alla Santa uno dei più famosi “Ex-Voto” della storia dell’arte contemporanea.

La mostra, curata da Franco Troiani (Studio A’87), con la collaborazione di Miriam Montani, allestita nella Casa natale di Santa Rita a Roccaporena, sarà aperta al pubblico fino al 9 agosto 2020, rappresentando di fatto il lascito creativo e generativo di un’esperienza artistica collettiva il cui impatto raggiungerà anche Spoleto, dove le opere saranno esposte dopo la chiusura della mostra in occasione del Festival dei Due Mondi nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo dal 19 agosto al 10 settembre 2020.

Il progetto si inseriva in una delle linee progettuali di Rockability che vede Roccaporena, in modo particolare, e Cascia, più in generale,  come luoghi di spiritualità, frugalità  e di ispirazione artistica, immersi come sono in una natura incontaminata e altamente evocativa anche per la forte presenza di Santa Rita.

Inoltre si voleva  esaltare il rapporto con Cascia e con Santa Rita  avuto da artisti come Yves Klein e Dino Buzzati; “ Santa Rita da Cascia, Santa dei casi impossibili e disperati, grazie di tutto l’aiuto così grande, decisivo e meraviglioso che mi hai dato finora. Infinitamente grazie. Anche se non ne sono personalmente degno, aiutami ancora e sempre e nella mia arte e proteggi tutto ciò che ho creato affinché, nonostante me, sia tutto, sempre, di Grande Bellezza. Y. K.”

Cascia , in questa visione di futuro, potrebbe diventare una sorta di meta di un pellegrinaggio artistico raffinato e intellettuale, ma anche giovane e spigliato.

Al volo notturno  di Santa Rita e al Volo di Yves Klein si ispirerà  anche la performance  dell’artista  Alice Schivardi, prevista per il mese di ottobre 2020.

Sempre con la direzione artistica di Franco Troiani, è prevista una nuova edizione della Residenza, con altri giovani artisti provenienti anch’essi dalle migliori Accademie italiane.

Come ha scritto Fulvio Porena in un testo donato alla mostra di Ex Voto; Che una donna vissuta tra la fine del trecento e la prima metà del quattrocento in uno dei posti più remoti dell’Appennino centrale, a Roccaporena, dove tutt’ora l’unica strada per arrivarci finisce, per di più suora di clausura, diventasse icona di modernità sembra ben stravagante. Eppure S. Rita, nata nel 1381 e vissuta fra Roccaporena e Cascia fino al 1457, ha sollecitato l’attenzione di tanti che, in qualche modo, la modernità l’hanno costruita.”

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UN TERRITORIO IN CAMMINO VERSO IL FUTURO

Il 9 Giugno 2020 in occasione del Festival IT.A.CÀ migranti e viaggiatori, primo festival di turismo responsabile in Europa, si è svolta la Conferenza Online “UN TERRITORIO IN CAMMINO VERSO IL FUTURO”.

Tale iniziativa si è configurata come primo step di un percorso che intende stimolare la comunità locale del territorio della Valnerina e Cascia a confrontarsi e ad interrogarsi rispetto alle tendenze e alle pratiche in atto relative al turismo naturalistico, sostenibile, accessibile, esperienziale con particolare riferimento al contesto delle cosiddette “Aree Interne”.

Come promuovere e adottare una forma di turismo basato sulle risorse naturali e sociali,sulla capacità di fare rete e soprattutto sulla capacità di lavorare con e per la comunità locale? Come valorizzare il proprio territorio e farsi portatori di buone pratiche di turismo responsabile? Quali condizioni, criteri e cambiamenti vanno assunti e previsti? Quali sono i target possibili?

Abbiamo risposto a queste domande, coinvolgendo tra i relatori alcuni esponenti di diverse aree interne d’Italia, che si sono sperimentati e hanno contributo attraverso determinate scelte e azioni allo sviluppo del loro territorio. Sono intervenuti:

Marianna Tonellato, Sindaca di Castrocaro Terme e Vice-presidente Borghi Autentici d’Italia.

Matteo Tollini, Presidente Cooperativa di Comunità AlterEco

Norma Ghizzo, Socia fondatrice Associazione AltraValtellina

Alessandro Vergari, Presidente Walden Viaggi a Piedi e guida ambientalistica escursionistica

Massimo Acanfora, giornalista, autore ed editor per Altreconomia

Stefano Landi, Presidente di SL&A Turismo e Territorio

Modera Alfonso Raus, progetto Rockability

L’evento online ha consentito una partecipazione locale e nazionale molto importante. Più di 100 persone hanno seguito l’evento in diretta, che ora puoi seguire anche tu quando e come vuoi grazie alla registrazione qui sotto.

Buona visione!

In maniera creativa promuove una nuova etica del turismo volta a sensibilizzare le istituzioni, i viaggiatori, l’industria e gli operatori turistici per uno sviluppo sostenibile e socialmente responsabile del territorio”.

 

Patrizia Vita 2

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON PATRIZIA VITA

Patrizia Vita lascia Roma per tornare a vivere in una area interna, quella di Ussita in provincia di Macerata, scoprendo così di avere “paradossalmente delle certezze in più“.
Dopo il sisma del 2016, che ha distrutto il suo b&b, insieme ad altre persone, si prefigge di supportare una ricostruzione sociale, prima di quella fisica, della piccola comunità ussitana. Così in questo intervento che ci ha donato racconta la sua esperienza attiva ad Ussita, il suo legame con territorio di Cascia-Roccaporena e come ha reagito al blocco di tutte le attività derivante dalla pandemia da Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in un momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo. Gli interventi degli altri “Custodi del Futuro”, pubblicati fin ora, li trovi qui: Rosy Battaglia, Walter Ganapini, Maurizio Davolio.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo qualche mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

 

Patrizia Vita

nel 2012 torna a Ussita (MC), il suo paese di nascita, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e lì trasforma la casa di famiglia in un b&b.

Il sisma del 2016 rade al suolo i suoi progetti ma Patrizia decide di rimanere per non abbandonare il territorio e fonda le associazioni C.A.S.A. (Cosa Accade Se Abitiamo) e Orti e Mestieri APS.

Prima ancora, nel 1992 si era trasferita a Roma per occuparsi del terzo settore. Collabora con diverse associazione tra cui la sezione italiana di Amnesty International, occupandosi di raccolta fondi e promozione, in particolare di rapporti con i testimonial  e l’organizzazione di eventi.

Attraverso l’associazione C.A.S.A., Patrizia si prefigge di supportare la ricostruzione sociale, prima che fisica, del borgo di Ussita gravemente colpito ed è referente della tappa dei Monti Sibillini di IT.A.CA’ – Viaggiatori e Migranti Festival del turismo responsabile mentre Orti e Mestieri APS è un’associazione di Roma che si occupa di orti sociali.

Patrizia ama la natura e il turismo lento, la vita all’aria aperta. Crede nella forza delle persone che perseguono progetti e idee per un futuro sostenibile. Socia attiva di Movimento Tellurico ha partecipato alla costruzione del Cammino nelle Terre Mutate, un cammino che parte da Fabriano e arriva all’Aquila attraversando tutti i paesi colpiti dal sisma del 2009. Ama la vita semplice ed essenziale ma non rinuncia alle sue passioni come la musica, e la vita all’aria aperta.
L’Essenziale non è rinuncia ma scelta e questa consapevolezza l’accompagna in ogni sua decisione,  compresa quella di continuare a vivere tra i monti, in una S.A.E., in attesa della ricostruzione.

Presidente dell'AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON MAURIZIO DAVOLIO

Siamo al terzo appuntamento della rubrica “Custodi del futuro” e abbiamo incontrato Maurizio Davolio, Presidente dell’AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile.

Dopo le parole sul riscatto delle “aree interne” di Rosy Battaglia (qui) e le considerazioni sulle buone pratiche della green economy e sull’economia circolare di Walter Ganapini (qui), Maurizio ci addentra alle forme di turismo particolarmente adatte per il territorio di Cascia e indica nell’empatia l’abilità da sviluppare, da parte di tutti coloro che avranno a che fare con il “turista nuovo“, ai tempi della pandemia da Covid-19 (video in basso↓↓↓).

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in questo momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo tre mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

Maurizio Davolio

è il Presidente dell’AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile.
Davolio ha dedicato tutta la sua vita professionale al turismo, in particolare al turismo cooperativo.
Per vent’anni è stato responsabile del turismo per Legacoop e per la International Cooperative Alliance. E’ stato uno dei fondatori ed è attualmente presidente dell’AITR e della rete europea EARTH.
Attualmente è vicepresidente dell’ISTO, Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale.
Tiene conferenze e corsi in varie università italiane, è autore di libri e saggi.
È membro dell’Advisory Board dell’Università di Bologna per i corsi di turismo, del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano e del Direttivo di ECPAT, di cui è stato uno dei fondatori e di ICEI.
Per il Festival IT.A.CA (Festival del turismo responsabile) è  Componente del Comitato Scientifico.
Rappresentante di AITR nel Cluster del turismo urbano
Membro del Comitato del Forum Internazionale del Turismo Solidale (FITS).

Walter Ganapini

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON WALTER GANAPINI

Secondo appuntamento per la rubrica “Custodi del futuro”.

Dopo l’incontro con Rosy Battaglia (lo trovi qui), è l’amico Walter Ganapini a regalarci, in questo video (in basso↓↓↓), una riflessione indirizzata alla popolazione di Cascia e Roccaporena in vista della ripartenza post emergenza Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in questo momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo tre mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

Walter Ganapini

Scienziato e docente, è una delle figure di maggior rilievo dell’ambientalismo italiano.

Attualmente Coordinatore scientifico del progetto “Fra’ Sole” ad Assisi, Walter Ganapini è Membro del Comitato Etico di Etica Sgr, società del gruppi Banca Popolare Etica,  Membro onorario del Comitato scientifico dell’Agenzia europea per l’Ambiente e  membro del Comitato Scientifico della Federazione Italiana dei Media Ambientali FIMA.

Cofondatore di Legambiente ed ex Presidente di Greenpeace Italia, Walter Ganapini ha ricoperto ruoli di grande responsabilità politica e amministrativa: Assessore all’ambiente del Comune di Milano  nella Giunta Formentini nel 1995, Presidente di AMA a Roma nel 1997, chiamato nel 1998 da Romano Prodi a presiedere e rilanciare l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA), Assessore all’Ambiente della Regione Campania dal 2008 al 2010, Direttore generale di Arpa Umbria dal 2014 al 2019.

Dal 8 agosto 2017 con fra Mauro Gambetti e Giuseppe Lanzi è tra i promotori del Progetto di Sostenibilità del Complesso Monumentale del Sacro Convento di Assisi – “Fra’ Sole” – che vede insieme la Custodia del Sacro Convento, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale dell’Umbria, Sisifo – Sostenibilità e Resilienza con il sostegno di Novamont; inserito nella European Circular Economy Stakeholder Platforme con numerose partnership. Il progetto è diventato punto di riferimento per il mondo della Finanza etica e della Economia circolare.

Autore di

  • La risorsa rifiuti, Milano, 1978 ETAS Libri.
  • Oltre l’ecologia, Milano, ETAS Libri, 1980.
  • Ambiente made in Italy, Piacenza, 2004 Alberti.
Rosy Battaglia, giormalista d'inchiesta, racconta di battaglie civili, territori e società

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON ROSY BATTAGLIA

Apriamo oggi questa nuova rubrica, “Custodi del futuro“, nella quale chiamiamo amici della più allargata comunità di riferimento del progetto Rockability a lanciare un messaggio forte alle realtà di Cascia e Roccaporena in vista della ripartenza post emergenza Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in questo momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo tre mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

ROSY BATTAGLIA

Data, investigative e civic journalist, è stata tra i primi giornalisti ad esercitare il diritto di accesso civico ai dati pubblici e ai documenti amministrativi, in Italia. Professionista, è l’ideatrice di Cittadini Reattivi, progetto di crowdsourcing journalism premiato da Fondazione Ahref nel 2013 .
Le sue  inchieste di interesse pubblico sono state pubblicate su Lifegate e Valori.it, con i quali attualmente collabora e su AGI, Donna Moderna, Wired Italia, Nòva Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, Terre di Mezzo, ricevendo diversi riconoscimenti. Da febbraio 2018, per la nuova versione online di Valori.it, direttore Andrea Di Stefano, si occupa  di inchieste e dossier di interesse pubblico, con approfondimenti sui temi dell’ambiente, dell’impatto sulla salute dell’inquinamento, dell’economia sostenibile, dell’innovazione sociale, ma anche di mafie e corruzione.