Concept of environmental conservation in the garden for children.

SOSTENIBILITA’: VERSO UNA COMUNITA’ EDUCANTE

Educare alla sostenibilità significa affrontare una sfida innanzitutto metodologica, che permetta di andare oltre la trasmissione dei saperi e di sedimentare competenze utili a misurarsi con la complessità.

E’ partendo da questa riflessione, forti di tale consapevolezza, che ci siamo gettati con entusiasmo nell’organizzazione di un campus-laboratorio intitolato “Verso una comunità educante”, che vedrà impegnato il progetto Rockability i prossimi 25, 26 e 27 settembre a Roccaporena di Cascia.

Il campus-laboratorio è il risultato della collaborazione tra la Scuola di ecologia, promossa dalla rivista Sapereambiente, e il progetto Rockability che sta promuovendo nell’area di Roccaporena, uno spazio attivo di relazione e azione per favorire e attuare un programma di trasformazione e rigenerazione dell’area anche in chiave di sostenibilità ambientale e fornire contributi allo sviluppo del territorio del casciano a partire dai suoi elementi identitari.

Il campus-laboratorio punta quindi a condividere una riflessione a più voci sui processi di apprendimento e sulle pratiche formative in grado di generare una comunità educante. È un momento di scambio fra analisi dei modelli teorici, esplorazione del territorio, attività di gruppo, racconti d’esperienza al quale è possibile partecipare sia in presenza, sia in remoto, al fine di ricavare, tutti insieme, alcuni indicatori di qualità che possano accompagnare, attraverso l’innovazione educativa, la transizione del territorio verso modelli di convivenza a basse emissioni di carbonio.

Nei vari appuntamenti divisi nei tre giorni, i partecipanti potranno confrontarsi con le riflessioni e le esperienze di molti esperti, tra cui quelle di: Marco Fratoddi, Alfonso Raus, Maria Luisa Vitale, Michela Mayer, Giannermete Romani, Paolo Beneventi, Silvia Quaranta, Matteo Mascia, Daniela Stronati, Lilly Cacace.

CL POST 1

A CASCIA UN DISTRETTO DI TURISMO LENTO E RESPONSABILE

Valorizzare e condividere le buone pratiche di sostenibilità e l’offerta turistica esperienziale; aumentare le competenze per cogliere le nuove opportunità derivanti dal turismo lento e responsabile ad integrazione di quello già esistente e consolidato; condividere le modalità per valorizzare e promuovere il sistema dei percorsi del Casciano.

Sono questi alcuni dei temi principali che saranno oggetto del “Community Lab” organizzato da Rockability a Gubbiano di Cascia, il prossimo 28 e 29 settembre, presso la Fattoria didattica “Natura e Gusto”.

Le due giornate di lavoro, pensate per mettere in rete le esperienze e far nascere nuove opportunità per agriturismi, ristoranti e aziende di produzione agricola, di allevamento e di trasformazione, comunanze agrarie, associazioni e quanti sono interessati alle tematiche del turismo lento e responsabile, metteranno a confronto, in una serie di incontri e laboratori, i più importanti esperti del settore con cittadini ed operatori turistici ed economici del territorio.

Il tutto con l’obiettivo di creare nel territorio di Cascia un distretto di turismo lento e responsabile.

Una strategia all’interno della quale si inserisce l’elaborazione e la nascita di “Territori Intraprendenti”, una piattaforma digitale alla quale è connesso un portale di promozione turistica del territorio in chiave narrativa, che inizieremo a sperimentare durante i lavori del Community Lab (vedi programma allegato) e che fornisce ai cittadini e alle imprese del Casciano una nuova base di partecipazione allo sviluppo di progetti per il territorio.

 

Per partecipare, ricevere informazioni, fornire suggerimenti e/o idee:

Telefono: 333.7642516 | Email: info@rockability.net

 

Ecco il programma completo

Lunedì 28 settembre

Ore 11.00 | Turismo Responsabile, Mobilità dolce e valorizzazione degli antichi sentieri di Cascia

(Evento in diretta Facebook su: https://www.facebook.com/rockability.net )

Rockability è un progetto che punta sul coinvolgimento della comunità per incentivare la visita dei piccoli borghi, di aree interne poco conosciute, aree rurali e appenniniche, parchi naturali e oasi protette, cammini e vie storiche, ciclovie e strade a basso traffico, nei luoghi dell’enogastronomia di qualità.

Intervengono

  • Maurizio Davolio – A.I.T.R.: Associazione Italiana Turismo Responsabile
  • Anna Donati – A.MO.DO: Alleanza MObilità DOlce
  • Alberto Renzi – Formatore e facilitatore sui temi del turismo sostenibile e responsabile

 

Ore 16.00 | Costruiamo insieme a Cascia un Distretto di Turismo Lento e Responsabile. Iniziamo a sperimentare la piattaforma partecipativa “Territori Intraprendenti”: spazio collaborativo per lo sviluppo del territorio

Laboratorio 1: Turismo Lento e Responsabile 

(a cura di Maurizio Davolio – A.I.T.R.: Associazione Italiana Turismo Responsabile)

Condivisione e adozione di pratiche e servizi in materia di Turismo Responsabile, con particolare riferimento al consumo critico e alla valorizzazione dei prodotti tipici locali.

 

Laboratorio 2: Creiamo insieme la mappa turistico – emozionale di Cascia

(a cura di A. Renzi – Formatore e facilitatore sui temi del turismo sostenibile e responsabile)

Non c’è territorio senza una sua reale rappresentazione. Non c’è fruizione senza una descrizione chiara e immediata delle possibilità che un territorio offre. Per favorire l’esplorazione del territorio casciano, creeremo insieme una mappa degli antichi sentieri, dei luoghi e dei personaggi grazie al punto di vista della comunità locale

 

Martedì 29 settembre

Ore 17:00 | Prosecuzione dei laboratori del giorno precedente

Condivisione con i partecipanti della strategia complessiva del Distretto Digitale Territoriale.

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I Cammini in Italia: una scelta di sviluppo

“Il camminare presuppone che ad ogni passo il Mondo cambi in qualche suo aspetto e che anche qualcosa cambi in noi.” Italo Calvino

Camminare è un gesto semplice e antico, un atto che ha molti connotati e significati diversi. Camminare è una delle prime grandi azioni che compiamo quando siamo piccoli, camminare è il gesto quotidiano di tutti i giorni, ma anche un atto di protesta. Camminare è un atto liberatorio, è l’atto di chi è costretto ad abbandonare il proprio Paese, per raggiungerne un altro, e quello di chi vuole viaggiare in modo sostenibile. Camminare è un gesto che possiamo compiere da soli, ma anche in compagnia, con la nostra famiglia, amici, vicini etc.

Oggi il Cammino ha riacquistato grande valore anche nel settore turistico. Dal 2016, anno che Il MIBACT decise di nominare Anno dei Cammini diverse sono stati i progetti e le opere messe a punto per valorizzare questa grande rete, che contraddistingue il nostro Paese. Un esempio è l’Atlante dei Cammini, che traccia e descrive i 44 cammini Italiani

Nel corso degli ultimi anni sono stati tanti i percorsi riscoperti, riattivati e tracciati, e ogni anno se ne aggiungono di nuovi, ma soprattutto tanti sono stati le persone che si sono messe in cammino, andando a superare nel 2018 i camminatori del Cammino di Santiago.

Nel 2018 sono infatti 32.338 le persone, che hanno chiesto la credenziale per uno degli itinerari nel Belpaese. In Italia la più gettonata è la Via Francigena, con 17.092 credenziali richieste, seguita dai cammini francescani (Via di Francesco e Di qui passò Francesco, 7.352), dalla Via degli Dei (3.800), dal Cammino di San Benedetto (2.106), dai Cammini francigeni di Sicilia (1.426) e dalla Via Romea Germanica (652).

Il potenziale e il valore di questa importante infrastruttura sostenibile è enorme. In particolar modo rappresenta una grande fonte di ricchezza per quelli che sono i 944 Piccoli Comuni (il 66% del totale) attraversati.

I Cammini rappresentano occasione di promozione turistica e culturale e di sviluppo locale soprattutto per quelle realtà territoriali capaci di cogliere le opportunità della legge sui Piccoli Comuni (la n.158 del 6/10/2017, meglio conosciuta come legge Realacci): che prevede misure e strumenti per promuovere, in particolare, le produzioni artigianali ed enogastronomiche e il recupero, la riqualificazione e la messa in sicurezza dei centri storici ( fonte: Piccoli Comuni e Cammini d’Italia – Symbola)

Condizioni fondamentali per organizzare ospitalità, ristorazione e rispondere a una nuova domanda turistica, sempre più attenta alla salubrità, alla qualità e alla sostenibilità.

Cogliere le potenzialità dei cammini significa rafforzare il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali capaci di mantenere e rafforzare le tradizioni, le tipicità enogastronomiche, le micro economiche locali e artigianali. Un’Italia che fa l’Italia puntando sulla propria identità e che si adopera per un turismo sostenibile. Ad esempio da un recente ricerca della Coldiretti emerge che ben il 92% dei prodotti DOP e IGP e il 79% dei vini italiani più pregiati d’Italia hanno a che vedere con i piccoli comuni.

Ma il Cammino, oltre a valorizzare le antiche economie, sta dimostrando di produrre e promuovere nuove economie innovative. Intorno a queste infrastrutture si è pian piano sviluppato un nuovo sistema di nuove applicazioni informatiche, mappe, sistemi di geolocalizzazione. Si è implementata l’economia dell’attrezzatura per i trekker e i cicloturisti, si sono aperte nuove strutture ricettive, così come officine per le biciclette, etc. Riportiamo qui di seguito qualche dato, fornito dalla ricerca di Terre di Mezzo Editore “Italia, Paese di Cammini”:

· RAGIONI: È una minoranza (il 25%) quella che si mette in cammino per motivi religiosi, gli altri annoverano tra le motivazioni “per fare trekking” (52%), “per stare nella natura” (50%) o “per scoprire il territorio” (46%). Pochi quelli che affrontano il pellegrinaggio in bici, l’11%.

· PERIODO: Moltissimi si cimentano nell’impresa nel periodo primaverile o estivo: i picchi si registrano a maggio (19% di chi ha risposto) e in agosto (21%).

· MODALITA’: I cammini vengono percorsi per l’89% a piedi, per il 10,6% in bici, a cavallo con lo 0.2% e in carrozzella per lo 0.1%.

· SPESE GIORNALIERE: Il 45% spende in media dai 30 ai 50 euro al giorno;

· PERNOTTAMENTO: Il 65,4% pernotta in un B&B, il 57,1% in strutture religiose, il 28,4% in agriturismi e il 23,8% in alberghi;

· PASTI: Se il 73% pranza con i panini, il 52% poi si concede una cena al ristorante e il 27% sceglie strutture che offrono il menù per pellegrini.

· PREPARAZIONE PRE CAMMINO: Prima di partire, il 42% ha acquistato calzature, il 39% abbigliamento tecnico e il 31% attrezzatura come zaino, borraccia o bastoncini.

· COME SI SCOPRE IL CAMMINO: Il 34% ha invece risposto che è stato il passaparola ad aprirgli gli occhi sul mondo dei cammini e dei camminatori. Per il 32% è stato internet, per il 14% Facebook e per l’8% tv, radio o giornali. Come esprime il Manifesto “IO CAMMINO IN ITALIA” Il cammino può dare sostegno alle piccole economie, e riportare speranza e ottimismo in realtà oggi in crisi, perchè l’ingegno e la resilienza che da sempre accompagnano questo Paese, possono sovrastare la rassegnazione e condurre verso nuove soluzioni creative per affrontare le difficoltà.

Silvia Lazzari

Cascia, 10/9/2020

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NASCE IL “COMPRENSORIO DEI SENTIERI CASCIANI”

L’idea è semplice quanto spontanea: incentivare la conoscenza del territorio Casciano attraverso i sentieri che lo percorrono.

I sentieri di questa terra rappresentano le linee tangibili dell’operosità continua degli agricoltori e allevatori che li utilizzano da decenni, a volte da secoli, per spostarsi con mezzi e bestiame. Se davanti ai nostri paesaggi contempliamo la bellezza dei campi, le loro forme geometriche e l’armonia dei colori lo dobbiamo al lavoro imperterrito degli agricoltori, se ammiriamo le greggi al pascolo lo dobbiamo alle fatiche senza orari degli allevatori, se ci meravigliamo della bellezza di alcuni casolari lo dobbiamo agli agriturismi che ospitano chi da questo territorio si vuole sentire accolto.

Giovedì 30 luglio, ad Ocosce, si è dato appuntamento un gruppo di queste persone che ancora una volta confidano di poter aggiungere valore al territorio. Quella terra che già da tempo curano con il proprio lavoro.

Noi di Rockability, insieme a loro, sentiamo la necessità di generare ciò che non c’è, il “Comprensorio dei Sentieri Casciani da percorrere a piedi, in bicicletta e a cavallo. Quando si aggiunge valore ad un luogo è tutta la comunità che ci guadagna, quella residente ma anche quella che periodicamente lo frequenta o potrebbe frequentarlo.

 

Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

I sentieri sono un dono per quelle persone che vogliono addentrarsi nei paesaggi, passo dopo passo diventarne parte, fare esperienza diretta di scene e rappresentazioni a loro inedite ricche anche di storia.

I sentieri sono un dono di tempo che possiamo offrire ai turisti, quel tempo che scorre senza impazienza, quello che è scandito dal personale ritmo dei passi, quello giusto per incontrare persone, tradizioni, usanze, sorrisi e speranze. Il tempo in cui chi giunge qui da altrove ha la possibilità sentirsi più che turista, “cittadino temporaneo”.

I sentieri possono essere un luogo di scambio tra chi racconta e chi ascolta. E a raccontare a volte è la gente del luogo, altre volte la gente ospitata nei luoghi, altre ancora è la Natura che parla. Chi ascolta lo fa con delicatezza, tranquillità e voglia di accogliere.

Sentero Cascia-Ocosce-Roccaporena. Verifica Sentiero 10 luglio 2020

Così il primo sentiero che abbiamo progettato di rendere fruibile con un’operazione di manutenzione comunitaria il 18 agosto prossimo, è quello che collega Cascia a Roccaporena passando per Ocosce. Lo abbiamo già percorso il 10 luglio per verificarne le condizioni e per mapparlo in GPS. E’ un sentiero che parte dalla Rocca di Cascia, luogo storico, sede di scavi archeologici, sale nel bosco verso la frazione di Ocosce e la percorre fino al bivio con cappella votiva dedicata a Santa Rita. Da questo punto, svoltando a destra si prosegue lungo le stradine vicinali. Si giunge al Casale del Castellano, altro luogo di ritrovamenti archeologici che fanno ipotizzare che l’area sia stata abitata ancor prima della urbanizzazione della città di Cascia.

Questo è uno dei punti più panoramici del percorso, la vista spazia sulla frazione di Roccaporena.

Lo Scoglio di Santa Rita è lì, vicinissimo, ma in realtà un po’ più basso e a circa un chilometro in linea d’aria.

Poco più a destra la frazione di Collegiacone.

Si sale con lo sguardo oltre la cresta del Monte della Sassa e in lontananza si incontra la catena dei Monti Sibillini. E’ facile riconoscere Monte Vettore sopra tutti con la sua frattura orizzontale.

Tra tutto questo e i nostri piedi il vuoto della vallata del fiume Corno. Il momento è incantevole.

Questo luogo è conosciuto da tanti casciani, ma a pochissimi “cittadini temporanei“ è stato donato come tempo di condivisione di un’esperienza. Possiamo farlo.

Riprendendo a camminare, il percorso continua in ripida discesa, a zig-zag nel bosco fino al letto del fiume Corno facilmente guadabile in quanto asciutto. Poi un’ultima piccola salita permette di arrivare a Roccaporena.

La manutenzione del 18 agosto prevede la pulizia del sentiero da fronde e rami sporgenti. Nei giorni successivi sarà installata la segnaletica (verticale e orizzontale oltre agli eventuali pannelli informativi), operazione molto importante per l’identificazione dei luoghi.

Dall’autunno in poi si procederà ad aggiungere ulteriori sentieri di interesse paesaggistico, storico e archeologico, che creeranno un anello intorno a Cascia intersecando il “Cammino di San Benedetto” e toccando frazioni, aziende agricole e agriturismi. Si provvederà al tracciamento in GPS così da poter visualizzare i tracciati comodamente da smartphone attraverso l’uso di applicazioni dedicate.

Chiunque voglia contribuire con un’idea, un’opinione e magari con un po’ del suo tempo alla manutenzione, al posizionamento della segnaletica, alla mappatura o anche alla creazione dei sentieri può scrivere a info@rockability.net o telefonare allo 3337642516 (Andrea).

Doniamoci la libertà di partecipare alla gestione del nostro spazio. La libertà di aggiungere valore alla terra che abitiamo. La libertà di esserci.

“La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche un gesto o un’invenzione

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione”

(La Libertà – Giorgio Gaber)

 

Andrea Trevisi

Cascia 05/08/2020

Scoglio di Santa Rita

L’IDENTITÀ DEL TERRITORIO, UNA RICCHEZZA DA RACCONTARE

Io sono in una posizione un po’ particolare, abito in questo territorio come cittadino da poco più di un anno e per un bel po’ di tempo, dal 2004 al 2010,  l’ho frequentato per lavoro (sempre in ambito turistico) per almeno sei mesi all’anno.

L’immagine che io ho di questo territorio e la sua rappresentazione che pian piano si è venuta a comporre in me è sicuramente differente da quella che hanno gli altri cittadini di Cascia (in provincia di Perugia) che qui sono nati e cresciuti, da quella che ha chi, in estate, ritorna in questo suo paese d’origine o ancora da quella che, fino a qualche mese fa, prima della pandemia, si sono potuti creare i pellegrini e i turisti arrivati in questo luogo spinti dalla fede in Santa Rita o dal richiamo del morbido skyline (la linea dell’orizzonte, nei miei ricordi da bambino è piatta, qui è “gonfiata” da monti e colli).

Ognuno crea la propria immagine basata sul proprio vissuto, sull’esperienza di una vita o di poche ore. Funziona così, in ognuno di noi si genera la consapevolezza di un luogo, ognuno di noi è pronto a descriverlo e raccontarlo avendolo sperimentato anche solo per pochissimo tempo.

Possiamo intervenire per facilitare il racconto di queste esperienze, non inventando ciò che non siamo ma valorizzando ciò che abbiamo: natura, paesaggi, storia, ampi spazi, sentieri, cibo e tanto altro attraverso la creazione un’offerta turistica che sia possibilità di incontro, di condivisione, di accoglienza delle persone.

Così, con Rockability, vorremmo lavorare, insieme agli attori del territorio (operatori turistici, aziende agricole e di allevamento, agriturismi, ecc.) , per dare valore a ciò che ci circonda riconoscendolo, nominandolo, dandogli dignità e aggiungendolo a ciò che di valore ne ha già: tutto il turismo religioso e sportivo.

Penso che la nostra attenzione dovrebbe dirigersi verso l’informazione e la formazione in merito alle modalità di un’accoglienza, modalità che valorizzino le persone in quanto portatori di emozioni, sentimenti e sensazioni.

Ma non basta elencare le ricchezze del territorio per ritrovarsi con nuovi turisti. Bisogna notare che linguaggio dei social e dei portali turistici è cambiato. Non suggerisce più azioni da compiere (“visita il nostro museo”, “vieni a respirare aria buona da noi”, “compra i nostri prodotti”, ecc.), ma tende a descrivere sentimenti ed emozioni generate dal fruire il territorio.

Fate caso alle ultime campagne pubblicitarie che parlano di luoghi, spesso non si fa uso di parole ma solo di rumori prodotti dalla natura, di suoni (magari di una risata che esprime serenità), di immagini di persone che con meraviglia osservano ciò che li circonda.
Quando invece le parole ci sono, sono utilizzate da qualcuno che descrive esperienze e sensazioni.

Si cerca di generare un sentimento di curiosità nello spettatore attraverso il racconto delle emozioni provate da chi ha frequentando un luogo.

Così, a Cascia, ad esempio:
– per invogliare a visitare i musei potremmo narrare del fatto che nel gruppo ligneo della fine del 1500 dell’Arcangelo Raffaele e Tobia quest’ultimo sia rappresentato come un bambino, nonostante non lo fosse, per accentuare, in chi osserva, la sensazione di tenera protezione dell’Arcangelo nei confronti del ragazzo;

– per invogliare a venire a respirare aria pura potremmo produrre delle dirette sui social di camminate lungo nostri sentieri con interventi di esperti di paesaggio, di flora e fauna, di storia, di cultori e appassionati o anche potremmo andare alla ricerca delle le fonti d’acqua in alta montagna;

– per invogliare a per incentivare i prodotti a km0 potremmo pubblicare video sulla trasformazione del latte in formaggi nei caseifici o sulla meticolosa attenzione e cura nella raccolta e essiccazione degli stimmi di zafferano.

Sulla linea del descrivere le sensazioni personali, potremmo far in modo che siano gli stessi turisti i migliori narratori dell’esperienza che hanno vissuto nei nostri luoghi. Potremmo puntare ad uno strumento che dia loro la possibilità di donarci le loro sensazioni.

Una volta si diceva che il “passaparola” fosse la miglior pubblicità, oggi il “passaparola” (lo storytelling) lo si fa sui social. Oggi chi racconta (lo storyteller) di un luogo di inaspettata bellezza, di un viaggio rilassante o di un ottimo piatto al ristorante, chi racconta quindi la sua esperienza è potenzialmente il nostro migliore investitore.

Io immagino un portale on line condiviso sul quale chiedere a coloro che abbiamo accolto come “cittadini temporanei” di esprimere con immagini, video o testi le sensazioni vissute in questo territorio.

Dovremmo incentivare queste forme di scambio, contatto e interazione con chi attraversa per un’ora o per una settimana questi luoghi, ma anche con chi sta progettando di arrivarci perché ogni turista inizia l’esperienza del proprio viaggio già prima della partenza, quando è ancora nella sua casa, nella sua quotidianità e immagina come potrebbe essere la sua vacanza, il suo viaggio creandosi un’aspettativa.

Vi invito a pensare all’ultima vacanza o gita fuori porta che avete fatto, all’ultima volta che siete stati in una città d’arte, o siete andati al mare anche solo a San Benedetto del Tronto per mangiare il pesce (che per i Casciani è un’usanza periodica irrinunciabile), oppure quando siete andati a Rasiglia per capire cosa ci fosse mai. Quale sensazione vi è rimasta, cosa vi è piaciuto e cosa vi ha deluso, lo avete comunicato a qualcuno? Qualcuno vi ha chiesto come sarebbe potuta migliorare la vostra esperienza? Bene, uno dei lavori che dovremmo fare, soprattutto in questo momento di crisi, è quello avere più empatia, di essere più vicini all’esperienza di chi arriverà in questo territorio cercando di soddisfare le aspettative e di facilitare la nascita e la condivisione di sensazioni positive.

Andrea Trevisi
Cascia, 31/7/2020
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COMUNITA’ EDUCATIVE: ALLARGHIAMO LO SGUARDO

Prende sempre più forza a Roccaporena quello che ci piace chiamare lavoro collettivo sulla possibilità.

Lo scorso 17 luglio, infatti, sul sentiero di Rockability si sono aggiunti nuovi esploratori, desiderosi di aprire e condividere spazi di confronto.

Educatori e referenti di comunità socio-educative provenienti da vari territori della nostra Regione (Terni, Narni, Amelia, Foligno, Perugia) hanno risposto all’appello del CNCA Umbria (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e carichi di aspettative si sono coinvolti nel laboratorio partecipativo “La sfida delle comunità intraprendenti”, una giornata per ritrovarsi intorno a riflessioni, affatto scontate, sul ruolo che le comunità educative per minori possono assumere nell’animazione territoriale, nello sviluppo e nel mantenimento di reti e pratiche comunitarie.

Temi complessi, ma particolarmente necessari in un tempo, oggi, di ripartenza post-covid in cui è prioritario, come non mai, dare senso ai vissuti e costruire pensiero per ri-orientarsi dopo che molte certezze sono saltate.

Temi complessi, inoltre, che si intrecciano in modo significativo con il percorso di rigenerazione che la comunità di Roccaporena ha avviato per la rinascita del “centro educativo”. Una comunità che sta ri-disegnando da oltre un anno i suoi perimetri di spazio e di contenuto per riaprirsi ai ragazzi proponendo un’accoglienza rinnovata.

Ritrovarsi, per una giornata, ognuno fuori dalla propria quotidianità (Roccaporena questo effetto lo fa!) ci ha permesso di sostare nel pensiero e di approcciarci in modo condiviso alle riflessioni e alle questioni che le comunità educative sentono forti e necessarie. Un’azione di riflessività che non sempre è possibile garantirsi nei propri contesti.

Lanciata la provocazione “Cosa accade se percorsi di cura e tutela sollecitano una relazione di interdipendenza tra l’empowerment individuale e quello collettivo? Quale ruolo abilitante possono assumere le comunità socio-educative, oggi, nel generare valore e impatto territoriale?”, il primo grande bisogno è stato quello di ritrovarsi nei linguaggi e nei significati attraverso una pratica di comprensione ed interpretazione comune dei percorsi che ciascun territorio e ciascuna comunità esprimono.

Il confronto è appena iniziato e a questo primo step ne seguiranno altri, necessari, se davvero vogliamo insieme prefigurare azioni di sistema trasformative capaci di incidere e creare valore.

A settembre, quindi, il prossimo appuntamento a Roccaporena, ancora più allargato a territori e attori che, formalmente e informalmente, si occupano di accoglienza di minori, formazione, sviluppo locale e beni comuni.

Un grazie speciale, intanto, a chi ha raccolto la sfida e ha fatto Km di curve per unirsi a Rockability: Massimo Costantini, Albano Grilli, Tiziana Agabiti, Marisa Sensini, Paolo Calamita, Silvia Benedetti, Elisa Filipponi, Mauro Pacini, Susanna Biancifiori.

GRUPPO

PUO’ L’ARTE ESSERE STRUMENTO E AMBITO DI SVILUPPO LOCALE?

La domanda può apparire retorica se pensiamo a quante realtà (la stessa vicina Spoleto  con il Festival dei Due Mondi) abbiano radicalmente mutato il proprio modello di sviluppo a seguito di un fortunato e geniale evento culturale.

Però questa domanda se confrontata con il misero presente e con le difficoltà (oggi drammaticamente aggravate dal Covid) che vivono gli artisti, gli operatori culturali, i tecnici afferenti al mondo dell’arte,  della creatività e dello spettacolo, appare in tutta la sua brutale attualità.

Per questo lanciare l’idea delle residenze artistiche a Roccaporena/Cascia nell’ambito del progetto Rockability non ci è sembrato affatto un’ idea scontata.

Piuttosto ci è parsa una scommessa che affondava le proprie radici nella vocazione di quei luoghi e di quella straordinaria personalità che è stata ed è Rita da Cascia.

Nel maggio 2019 si è tenuta  a Roccaporena di Cascia la residenza d’artista AD USUM PEREGRINORUM con la  direzione artistica di Franco Troiani e la collaborazione di Miriam Montani.

Durante quell’esperienza, conclusa con l’obiettivo comune di tracciare un segno, un’opera o un pensiero scritto quale testimonianza da lasciare in collezione alla comunità che li ospitava, gli artisti Julie Born Schwartz, Alessandra Ciniselli, Giovanni della Ceca, Tommaso Faraci, Giulia Filippi, Arianna Maestrale, Matteo Pompili, Gianluca Quaglia, Matilde Sambo, Leila Mirzakhani, Giovanni Sartori Braido, Matteo Vettorello, guidati dai tutor Sauro Cardinali, Emanuele De Donno, Franco Troiani e Nyla Van Ingen, supportati dagli interventi di Vittoria Bonifati, Luciano Giacchè, Glenda Giampaoli, Miriam Montani, Fulvio Porena, Guy Robertson, Alice Schivardi, Jeffrey Isaac,  hanno vissuto quattro giornate di confronto incentrate sulla condizione umana e il senso dell’arte, decontestualizzate rispetto al caos bellico della vita quotidiana.

Ad oltre un anno di distanza dalla residenza, appena usciti dall’isolamento imposto dal Covid, sabato 11 luglio 2020 il Progetto Rockability  ha inaugurato la mostra dedicata alle opere “Ex-Voto” realizzate dagli artisti, dai curatori e dagli operatori culturali “tutor” che sono stati ospiti, nel maggio del 2019, della residenza.

Un’esperienza che ha ricalcato quella vissuta nel 1961 dall’artista francese Yves Klein il quale, venuto in pellegrinaggio a Cascia, dedicò alla Santa uno dei più famosi “Ex-Voto” della storia dell’arte contemporanea.

La mostra, curata da Franco Troiani (Studio A’87), con la collaborazione di Miriam Montani, allestita nella Casa natale di Santa Rita a Roccaporena, sarà aperta al pubblico fino al 9 agosto 2020, rappresentando di fatto il lascito creativo e generativo di un’esperienza artistica collettiva il cui impatto raggiungerà anche Spoleto, dove le opere saranno esposte dopo la chiusura della mostra in occasione del Festival dei Due Mondi nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo dal 19 agosto al 10 settembre 2020.

Il progetto si inseriva in una delle linee progettuali di Rockability che vede Roccaporena, in modo particolare, e Cascia, più in generale,  come luoghi di spiritualità, frugalità  e di ispirazione artistica, immersi come sono in una natura incontaminata e altamente evocativa anche per la forte presenza di Santa Rita.

Inoltre si voleva  esaltare il rapporto con Cascia e con Santa Rita  avuto da artisti come Yves Klein e Dino Buzzati; “ Santa Rita da Cascia, Santa dei casi impossibili e disperati, grazie di tutto l’aiuto così grande, decisivo e meraviglioso che mi hai dato finora. Infinitamente grazie. Anche se non ne sono personalmente degno, aiutami ancora e sempre e nella mia arte e proteggi tutto ciò che ho creato affinché, nonostante me, sia tutto, sempre, di Grande Bellezza. Y. K.”

Cascia , in questa visione di futuro, potrebbe diventare una sorta di meta di un pellegrinaggio artistico raffinato e intellettuale, ma anche giovane e spigliato.

Al volo notturno  di Santa Rita e al Volo di Yves Klein si ispirerà  anche la performance  dell’artista  Alice Schivardi, prevista per il mese di ottobre 2020.

Sempre con la direzione artistica di Franco Troiani, è prevista una nuova edizione della Residenza, con altri giovani artisti provenienti anch’essi dalle migliori Accademie italiane.

Come ha scritto Fulvio Porena in un testo donato alla mostra di Ex Voto; Che una donna vissuta tra la fine del trecento e la prima metà del quattrocento in uno dei posti più remoti dell’Appennino centrale, a Roccaporena, dove tutt’ora l’unica strada per arrivarci finisce, per di più suora di clausura, diventasse icona di modernità sembra ben stravagante. Eppure S. Rita, nata nel 1381 e vissuta fra Roccaporena e Cascia fino al 1457, ha sollecitato l’attenzione di tanti che, in qualche modo, la modernità l’hanno costruita.”

Patrizia Vita 2

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON PATRIZIA VITA

Patrizia Vita lascia Roma per tornare a vivere in una area interna, quella di Ussita in provincia di Macerata, scoprendo così di avere “paradossalmente delle certezze in più“.
Dopo il sisma del 2016, che ha distrutto il suo b&b, insieme ad altre persone, si prefigge di supportare una ricostruzione sociale, prima di quella fisica, della piccola comunità ussitana. Così in questo intervento che ci ha donato racconta la sua esperienza attiva ad Ussita, il suo legame con territorio di Cascia-Roccaporena e come ha reagito al blocco di tutte le attività derivante dalla pandemia da Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in un momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo. Gli interventi degli altri “Custodi del Futuro”, pubblicati fin ora, li trovi qui: Rosy Battaglia, Walter Ganapini, Maurizio Davolio.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo qualche mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

 

Patrizia Vita

nel 2012 torna a Ussita (MC), il suo paese di nascita, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e lì trasforma la casa di famiglia in un b&b.

Il sisma del 2016 rade al suolo i suoi progetti ma Patrizia decide di rimanere per non abbandonare il territorio e fonda le associazioni C.A.S.A. (Cosa Accade Se Abitiamo) e Orti e Mestieri APS.

Prima ancora, nel 1992 si era trasferita a Roma per occuparsi del terzo settore. Collabora con diverse associazione tra cui la sezione italiana di Amnesty International, occupandosi di raccolta fondi e promozione, in particolare di rapporti con i testimonial  e l’organizzazione di eventi.

Attraverso l’associazione C.A.S.A., Patrizia si prefigge di supportare la ricostruzione sociale, prima che fisica, del borgo di Ussita gravemente colpito ed è referente della tappa dei Monti Sibillini di IT.A.CA’ – Viaggiatori e Migranti Festival del turismo responsabile mentre Orti e Mestieri APS è un’associazione di Roma che si occupa di orti sociali.

Patrizia ama la natura e il turismo lento, la vita all’aria aperta. Crede nella forza delle persone che perseguono progetti e idee per un futuro sostenibile. Socia attiva di Movimento Tellurico ha partecipato alla costruzione del Cammino nelle Terre Mutate, un cammino che parte da Fabriano e arriva all’Aquila attraversando tutti i paesi colpiti dal sisma del 2009. Ama la vita semplice ed essenziale ma non rinuncia alle sue passioni come la musica, e la vita all’aria aperta.
L’Essenziale non è rinuncia ma scelta e questa consapevolezza l’accompagna in ogni sua decisione,  compresa quella di continuare a vivere tra i monti, in una S.A.E., in attesa della ricostruzione.