Concept of environmental conservation in the garden for children.

SOSTENIBILITA’: VERSO UNA COMUNITA’ EDUCANTE

Educare alla sostenibilità significa affrontare una sfida innanzitutto metodologica, che permetta di andare oltre la trasmissione dei saperi e di sedimentare competenze utili a misurarsi con la complessità.

E’ partendo da questa riflessione, forti di tale consapevolezza, che ci siamo gettati con entusiasmo nell’organizzazione di un campus-laboratorio intitolato “Verso una comunità educante”, che vedrà impegnato il progetto Rockability i prossimi 25, 26 e 27 settembre a Roccaporena di Cascia.

Il campus-laboratorio è il risultato della collaborazione tra la Scuola di ecologia, promossa dalla rivista Sapereambiente, e il progetto Rockability che sta promuovendo nell’area di Roccaporena, uno spazio attivo di relazione e azione per favorire e attuare un programma di trasformazione e rigenerazione dell’area anche in chiave di sostenibilità ambientale e fornire contributi allo sviluppo del territorio del casciano a partire dai suoi elementi identitari.

Il campus-laboratorio punta quindi a condividere una riflessione a più voci sui processi di apprendimento e sulle pratiche formative in grado di generare una comunità educante. È un momento di scambio fra analisi dei modelli teorici, esplorazione del territorio, attività di gruppo, racconti d’esperienza al quale è possibile partecipare sia in presenza, sia in remoto, al fine di ricavare, tutti insieme, alcuni indicatori di qualità che possano accompagnare, attraverso l’innovazione educativa, la transizione del territorio verso modelli di convivenza a basse emissioni di carbonio.

Nei vari appuntamenti divisi nei tre giorni, i partecipanti potranno confrontarsi con le riflessioni e le esperienze di molti esperti, tra cui quelle di: Marco Fratoddi, Alfonso Raus, Maria Luisa Vitale, Michela Mayer, Giannermete Romani, Paolo Beneventi, Silvia Quaranta, Matteo Mascia, Daniela Stronati, Lilly Cacace.

CL POST 1

A CASCIA UN DISTRETTO DI TURISMO LENTO E RESPONSABILE

Valorizzare e condividere le buone pratiche di sostenibilità e l’offerta turistica esperienziale; aumentare le competenze per cogliere le nuove opportunità derivanti dal turismo lento e responsabile ad integrazione di quello già esistente e consolidato; condividere le modalità per valorizzare e promuovere il sistema dei percorsi del Casciano.

Sono questi alcuni dei temi principali che saranno oggetto del “Community Lab” organizzato da Rockability a Gubbiano di Cascia, il prossimo 28 e 29 settembre, presso la Fattoria didattica “Natura e Gusto”.

Le due giornate di lavoro, pensate per mettere in rete le esperienze e far nascere nuove opportunità per agriturismi, ristoranti e aziende di produzione agricola, di allevamento e di trasformazione, comunanze agrarie, associazioni e quanti sono interessati alle tematiche del turismo lento e responsabile, metteranno a confronto, in una serie di incontri e laboratori, i più importanti esperti del settore con cittadini ed operatori turistici ed economici del territorio.

Il tutto con l’obiettivo di creare nel territorio di Cascia un distretto di turismo lento e responsabile.

Una strategia all’interno della quale si inserisce l’elaborazione e la nascita di “Territori Intraprendenti”, una piattaforma digitale alla quale è connesso un portale di promozione turistica del territorio in chiave narrativa, che inizieremo a sperimentare durante i lavori del Community Lab (vedi programma allegato) e che fornisce ai cittadini e alle imprese del Casciano una nuova base di partecipazione allo sviluppo di progetti per il territorio.

 

Per partecipare, ricevere informazioni, fornire suggerimenti e/o idee:

Telefono: 333.7642516 | Email: info@rockability.net

 

Ecco il programma completo

Lunedì 28 settembre

Ore 11.00 | Turismo Responsabile, Mobilità dolce e valorizzazione degli antichi sentieri di Cascia

(Evento in diretta Facebook su: https://www.facebook.com/rockability.net )

Rockability è un progetto che punta sul coinvolgimento della comunità per incentivare la visita dei piccoli borghi, di aree interne poco conosciute, aree rurali e appenniniche, parchi naturali e oasi protette, cammini e vie storiche, ciclovie e strade a basso traffico, nei luoghi dell’enogastronomia di qualità.

Intervengono

  • Maurizio Davolio – A.I.T.R.: Associazione Italiana Turismo Responsabile
  • Anna Donati – A.MO.DO: Alleanza MObilità DOlce
  • Alberto Renzi – Formatore e facilitatore sui temi del turismo sostenibile e responsabile

 

Ore 16.00 | Costruiamo insieme a Cascia un Distretto di Turismo Lento e Responsabile. Iniziamo a sperimentare la piattaforma partecipativa “Territori Intraprendenti”: spazio collaborativo per lo sviluppo del territorio

Laboratorio 1: Turismo Lento e Responsabile 

(a cura di Maurizio Davolio – A.I.T.R.: Associazione Italiana Turismo Responsabile)

Condivisione e adozione di pratiche e servizi in materia di Turismo Responsabile, con particolare riferimento al consumo critico e alla valorizzazione dei prodotti tipici locali.

 

Laboratorio 2: Creiamo insieme la mappa turistico – emozionale di Cascia

(a cura di A. Renzi – Formatore e facilitatore sui temi del turismo sostenibile e responsabile)

Non c’è territorio senza una sua reale rappresentazione. Non c’è fruizione senza una descrizione chiara e immediata delle possibilità che un territorio offre. Per favorire l’esplorazione del territorio casciano, creeremo insieme una mappa degli antichi sentieri, dei luoghi e dei personaggi grazie al punto di vista della comunità locale

 

Martedì 29 settembre

Ore 17:00 | Prosecuzione dei laboratori del giorno precedente

Condivisione con i partecipanti della strategia complessiva del Distretto Digitale Territoriale.

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I Cammini in Italia: una scelta di sviluppo

“Il camminare presuppone che ad ogni passo il Mondo cambi in qualche suo aspetto e che anche qualcosa cambi in noi.” Italo Calvino

Camminare è un gesto semplice e antico, un atto che ha molti connotati e significati diversi. Camminare è una delle prime grandi azioni che compiamo quando siamo piccoli, camminare è il gesto quotidiano di tutti i giorni, ma anche un atto di protesta. Camminare è un atto liberatorio, è l’atto di chi è costretto ad abbandonare il proprio Paese, per raggiungerne un altro, e quello di chi vuole viaggiare in modo sostenibile. Camminare è un gesto che possiamo compiere da soli, ma anche in compagnia, con la nostra famiglia, amici, vicini etc.

Oggi il Cammino ha riacquistato grande valore anche nel settore turistico. Dal 2016, anno che Il MIBACT decise di nominare Anno dei Cammini diverse sono stati i progetti e le opere messe a punto per valorizzare questa grande rete, che contraddistingue il nostro Paese. Un esempio è l’Atlante dei Cammini, che traccia e descrive i 44 cammini Italiani

Nel corso degli ultimi anni sono stati tanti i percorsi riscoperti, riattivati e tracciati, e ogni anno se ne aggiungono di nuovi, ma soprattutto tanti sono stati le persone che si sono messe in cammino, andando a superare nel 2018 i camminatori del Cammino di Santiago.

Nel 2018 sono infatti 32.338 le persone, che hanno chiesto la credenziale per uno degli itinerari nel Belpaese. In Italia la più gettonata è la Via Francigena, con 17.092 credenziali richieste, seguita dai cammini francescani (Via di Francesco e Di qui passò Francesco, 7.352), dalla Via degli Dei (3.800), dal Cammino di San Benedetto (2.106), dai Cammini francigeni di Sicilia (1.426) e dalla Via Romea Germanica (652).

Il potenziale e il valore di questa importante infrastruttura sostenibile è enorme. In particolar modo rappresenta una grande fonte di ricchezza per quelli che sono i 944 Piccoli Comuni (il 66% del totale) attraversati.

I Cammini rappresentano occasione di promozione turistica e culturale e di sviluppo locale soprattutto per quelle realtà territoriali capaci di cogliere le opportunità della legge sui Piccoli Comuni (la n.158 del 6/10/2017, meglio conosciuta come legge Realacci): che prevede misure e strumenti per promuovere, in particolare, le produzioni artigianali ed enogastronomiche e il recupero, la riqualificazione e la messa in sicurezza dei centri storici ( fonte: Piccoli Comuni e Cammini d’Italia – Symbola)

Condizioni fondamentali per organizzare ospitalità, ristorazione e rispondere a una nuova domanda turistica, sempre più attenta alla salubrità, alla qualità e alla sostenibilità.

Cogliere le potenzialità dei cammini significa rafforzare il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali capaci di mantenere e rafforzare le tradizioni, le tipicità enogastronomiche, le micro economiche locali e artigianali. Un’Italia che fa l’Italia puntando sulla propria identità e che si adopera per un turismo sostenibile. Ad esempio da un recente ricerca della Coldiretti emerge che ben il 92% dei prodotti DOP e IGP e il 79% dei vini italiani più pregiati d’Italia hanno a che vedere con i piccoli comuni.

Ma il Cammino, oltre a valorizzare le antiche economie, sta dimostrando di produrre e promuovere nuove economie innovative. Intorno a queste infrastrutture si è pian piano sviluppato un nuovo sistema di nuove applicazioni informatiche, mappe, sistemi di geolocalizzazione. Si è implementata l’economia dell’attrezzatura per i trekker e i cicloturisti, si sono aperte nuove strutture ricettive, così come officine per le biciclette, etc. Riportiamo qui di seguito qualche dato, fornito dalla ricerca di Terre di Mezzo Editore “Italia, Paese di Cammini”:

· RAGIONI: È una minoranza (il 25%) quella che si mette in cammino per motivi religiosi, gli altri annoverano tra le motivazioni “per fare trekking” (52%), “per stare nella natura” (50%) o “per scoprire il territorio” (46%). Pochi quelli che affrontano il pellegrinaggio in bici, l’11%.

· PERIODO: Moltissimi si cimentano nell’impresa nel periodo primaverile o estivo: i picchi si registrano a maggio (19% di chi ha risposto) e in agosto (21%).

· MODALITA’: I cammini vengono percorsi per l’89% a piedi, per il 10,6% in bici, a cavallo con lo 0.2% e in carrozzella per lo 0.1%.

· SPESE GIORNALIERE: Il 45% spende in media dai 30 ai 50 euro al giorno;

· PERNOTTAMENTO: Il 65,4% pernotta in un B&B, il 57,1% in strutture religiose, il 28,4% in agriturismi e il 23,8% in alberghi;

· PASTI: Se il 73% pranza con i panini, il 52% poi si concede una cena al ristorante e il 27% sceglie strutture che offrono il menù per pellegrini.

· PREPARAZIONE PRE CAMMINO: Prima di partire, il 42% ha acquistato calzature, il 39% abbigliamento tecnico e il 31% attrezzatura come zaino, borraccia o bastoncini.

· COME SI SCOPRE IL CAMMINO: Il 34% ha invece risposto che è stato il passaparola ad aprirgli gli occhi sul mondo dei cammini e dei camminatori. Per il 32% è stato internet, per il 14% Facebook e per l’8% tv, radio o giornali. Come esprime il Manifesto “IO CAMMINO IN ITALIA” Il cammino può dare sostegno alle piccole economie, e riportare speranza e ottimismo in realtà oggi in crisi, perchè l’ingegno e la resilienza che da sempre accompagnano questo Paese, possono sovrastare la rassegnazione e condurre verso nuove soluzioni creative per affrontare le difficoltà.

Silvia Lazzari

Cascia, 10/9/2020

Sentiero Cascia-Ocosc_roccaporena_10-07-2020 (11)

NASCE IL “COMPRENSORIO DEI SENTIERI CASCIANI”

L’idea è semplice quanto spontanea: incentivare la conoscenza del territorio Casciano attraverso i sentieri che lo percorrono.

I sentieri di questa terra rappresentano le linee tangibili dell’operosità continua degli agricoltori e allevatori che li utilizzano da decenni, a volte da secoli, per spostarsi con mezzi e bestiame. Se davanti ai nostri paesaggi contempliamo la bellezza dei campi, le loro forme geometriche e l’armonia dei colori lo dobbiamo al lavoro imperterrito degli agricoltori, se ammiriamo le greggi al pascolo lo dobbiamo alle fatiche senza orari degli allevatori, se ci meravigliamo della bellezza di alcuni casolari lo dobbiamo agli agriturismi che ospitano chi da questo territorio si vuole sentire accolto.

Giovedì 30 luglio, ad Ocosce, si è dato appuntamento un gruppo di queste persone che ancora una volta confidano di poter aggiungere valore al territorio. Quella terra che già da tempo curano con il proprio lavoro.

Noi di Rockability, insieme a loro, sentiamo la necessità di generare ciò che non c’è, il “Comprensorio dei Sentieri Casciani da percorrere a piedi, in bicicletta e a cavallo. Quando si aggiunge valore ad un luogo è tutta la comunità che ci guadagna, quella residente ma anche quella che periodicamente lo frequenta o potrebbe frequentarlo.

 

Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

I sentieri sono un dono per quelle persone che vogliono addentrarsi nei paesaggi, passo dopo passo diventarne parte, fare esperienza diretta di scene e rappresentazioni a loro inedite ricche anche di storia.

I sentieri sono un dono di tempo che possiamo offrire ai turisti, quel tempo che scorre senza impazienza, quello che è scandito dal personale ritmo dei passi, quello giusto per incontrare persone, tradizioni, usanze, sorrisi e speranze. Il tempo in cui chi giunge qui da altrove ha la possibilità sentirsi più che turista, “cittadino temporaneo”.

I sentieri possono essere un luogo di scambio tra chi racconta e chi ascolta. E a raccontare a volte è la gente del luogo, altre volte la gente ospitata nei luoghi, altre ancora è la Natura che parla. Chi ascolta lo fa con delicatezza, tranquillità e voglia di accogliere.

Sentero Cascia-Ocosce-Roccaporena. Verifica Sentiero 10 luglio 2020

Così il primo sentiero che abbiamo progettato di rendere fruibile con un’operazione di manutenzione comunitaria il 18 agosto prossimo, è quello che collega Cascia a Roccaporena passando per Ocosce. Lo abbiamo già percorso il 10 luglio per verificarne le condizioni e per mapparlo in GPS. E’ un sentiero che parte dalla Rocca di Cascia, luogo storico, sede di scavi archeologici, sale nel bosco verso la frazione di Ocosce e la percorre fino al bivio con cappella votiva dedicata a Santa Rita. Da questo punto, svoltando a destra si prosegue lungo le stradine vicinali. Si giunge al Casale del Castellano, altro luogo di ritrovamenti archeologici che fanno ipotizzare che l’area sia stata abitata ancor prima della urbanizzazione della città di Cascia.

Questo è uno dei punti più panoramici del percorso, la vista spazia sulla frazione di Roccaporena.

Lo Scoglio di Santa Rita è lì, vicinissimo, ma in realtà un po’ più basso e a circa un chilometro in linea d’aria.

Poco più a destra la frazione di Collegiacone.

Si sale con lo sguardo oltre la cresta del Monte della Sassa e in lontananza si incontra la catena dei Monti Sibillini. E’ facile riconoscere Monte Vettore sopra tutti con la sua frattura orizzontale.

Tra tutto questo e i nostri piedi il vuoto della vallata del fiume Corno. Il momento è incantevole.

Questo luogo è conosciuto da tanti casciani, ma a pochissimi “cittadini temporanei“ è stato donato come tempo di condivisione di un’esperienza. Possiamo farlo.

Riprendendo a camminare, il percorso continua in ripida discesa, a zig-zag nel bosco fino al letto del fiume Corno facilmente guadabile in quanto asciutto. Poi un’ultima piccola salita permette di arrivare a Roccaporena.

La manutenzione del 18 agosto prevede la pulizia del sentiero da fronde e rami sporgenti. Nei giorni successivi sarà installata la segnaletica (verticale e orizzontale oltre agli eventuali pannelli informativi), operazione molto importante per l’identificazione dei luoghi.

Dall’autunno in poi si procederà ad aggiungere ulteriori sentieri di interesse paesaggistico, storico e archeologico, che creeranno un anello intorno a Cascia intersecando il “Cammino di San Benedetto” e toccando frazioni, aziende agricole e agriturismi. Si provvederà al tracciamento in GPS così da poter visualizzare i tracciati comodamente da smartphone attraverso l’uso di applicazioni dedicate.

Chiunque voglia contribuire con un’idea, un’opinione e magari con un po’ del suo tempo alla manutenzione, al posizionamento della segnaletica, alla mappatura o anche alla creazione dei sentieri può scrivere a info@rockability.net o telefonare allo 3337642516 (Andrea).

Doniamoci la libertà di partecipare alla gestione del nostro spazio. La libertà di aggiungere valore alla terra che abitiamo. La libertà di esserci.

“La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche un gesto o un’invenzione

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione”

(La Libertà – Giorgio Gaber)

 

Andrea Trevisi

Cascia 05/08/2020

Scoglio di Santa Rita

L’IDENTITÀ DEL TERRITORIO, UNA RICCHEZZA DA RACCONTARE

Io sono in una posizione un po’ particolare, abito in questo territorio come cittadino da poco più di un anno e per un bel po’ di tempo, dal 2004 al 2010,  l’ho frequentato per lavoro (sempre in ambito turistico) per almeno sei mesi all’anno.

L’immagine che io ho di questo territorio e la sua rappresentazione che pian piano si è venuta a comporre in me è sicuramente differente da quella che hanno gli altri cittadini di Cascia (in provincia di Perugia) che qui sono nati e cresciuti, da quella che ha chi, in estate, ritorna in questo suo paese d’origine o ancora da quella che, fino a qualche mese fa, prima della pandemia, si sono potuti creare i pellegrini e i turisti arrivati in questo luogo spinti dalla fede in Santa Rita o dal richiamo del morbido skyline (la linea dell’orizzonte, nei miei ricordi da bambino è piatta, qui è “gonfiata” da monti e colli).

Ognuno crea la propria immagine basata sul proprio vissuto, sull’esperienza di una vita o di poche ore. Funziona così, in ognuno di noi si genera la consapevolezza di un luogo, ognuno di noi è pronto a descriverlo e raccontarlo avendolo sperimentato anche solo per pochissimo tempo.

Possiamo intervenire per facilitare il racconto di queste esperienze, non inventando ciò che non siamo ma valorizzando ciò che abbiamo: natura, paesaggi, storia, ampi spazi, sentieri, cibo e tanto altro attraverso la creazione un’offerta turistica che sia possibilità di incontro, di condivisione, di accoglienza delle persone.

Così, con Rockability, vorremmo lavorare, insieme agli attori del territorio (operatori turistici, aziende agricole e di allevamento, agriturismi, ecc.) , per dare valore a ciò che ci circonda riconoscendolo, nominandolo, dandogli dignità e aggiungendolo a ciò che di valore ne ha già: tutto il turismo religioso e sportivo.

Penso che la nostra attenzione dovrebbe dirigersi verso l’informazione e la formazione in merito alle modalità di un’accoglienza, modalità che valorizzino le persone in quanto portatori di emozioni, sentimenti e sensazioni.

Ma non basta elencare le ricchezze del territorio per ritrovarsi con nuovi turisti. Bisogna notare che linguaggio dei social e dei portali turistici è cambiato. Non suggerisce più azioni da compiere (“visita il nostro museo”, “vieni a respirare aria buona da noi”, “compra i nostri prodotti”, ecc.), ma tende a descrivere sentimenti ed emozioni generate dal fruire il territorio.

Fate caso alle ultime campagne pubblicitarie che parlano di luoghi, spesso non si fa uso di parole ma solo di rumori prodotti dalla natura, di suoni (magari di una risata che esprime serenità), di immagini di persone che con meraviglia osservano ciò che li circonda.
Quando invece le parole ci sono, sono utilizzate da qualcuno che descrive esperienze e sensazioni.

Si cerca di generare un sentimento di curiosità nello spettatore attraverso il racconto delle emozioni provate da chi ha frequentando un luogo.

Così, a Cascia, ad esempio:
– per invogliare a visitare i musei potremmo narrare del fatto che nel gruppo ligneo della fine del 1500 dell’Arcangelo Raffaele e Tobia quest’ultimo sia rappresentato come un bambino, nonostante non lo fosse, per accentuare, in chi osserva, la sensazione di tenera protezione dell’Arcangelo nei confronti del ragazzo;

– per invogliare a venire a respirare aria pura potremmo produrre delle dirette sui social di camminate lungo nostri sentieri con interventi di esperti di paesaggio, di flora e fauna, di storia, di cultori e appassionati o anche potremmo andare alla ricerca delle le fonti d’acqua in alta montagna;

– per invogliare a per incentivare i prodotti a km0 potremmo pubblicare video sulla trasformazione del latte in formaggi nei caseifici o sulla meticolosa attenzione e cura nella raccolta e essiccazione degli stimmi di zafferano.

Sulla linea del descrivere le sensazioni personali, potremmo far in modo che siano gli stessi turisti i migliori narratori dell’esperienza che hanno vissuto nei nostri luoghi. Potremmo puntare ad uno strumento che dia loro la possibilità di donarci le loro sensazioni.

Una volta si diceva che il “passaparola” fosse la miglior pubblicità, oggi il “passaparola” (lo storytelling) lo si fa sui social. Oggi chi racconta (lo storyteller) di un luogo di inaspettata bellezza, di un viaggio rilassante o di un ottimo piatto al ristorante, chi racconta quindi la sua esperienza è potenzialmente il nostro migliore investitore.

Io immagino un portale on line condiviso sul quale chiedere a coloro che abbiamo accolto come “cittadini temporanei” di esprimere con immagini, video o testi le sensazioni vissute in questo territorio.

Dovremmo incentivare queste forme di scambio, contatto e interazione con chi attraversa per un’ora o per una settimana questi luoghi, ma anche con chi sta progettando di arrivarci perché ogni turista inizia l’esperienza del proprio viaggio già prima della partenza, quando è ancora nella sua casa, nella sua quotidianità e immagina come potrebbe essere la sua vacanza, il suo viaggio creandosi un’aspettativa.

Vi invito a pensare all’ultima vacanza o gita fuori porta che avete fatto, all’ultima volta che siete stati in una città d’arte, o siete andati al mare anche solo a San Benedetto del Tronto per mangiare il pesce (che per i Casciani è un’usanza periodica irrinunciabile), oppure quando siete andati a Rasiglia per capire cosa ci fosse mai. Quale sensazione vi è rimasta, cosa vi è piaciuto e cosa vi ha deluso, lo avete comunicato a qualcuno? Qualcuno vi ha chiesto come sarebbe potuta migliorare la vostra esperienza? Bene, uno dei lavori che dovremmo fare, soprattutto in questo momento di crisi, è quello avere più empatia, di essere più vicini all’esperienza di chi arriverà in questo territorio cercando di soddisfare le aspettative e di facilitare la nascita e la condivisione di sensazioni positive.

Andrea Trevisi
Cascia, 31/7/2020
Patrizia Vita 2

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON PATRIZIA VITA

Patrizia Vita lascia Roma per tornare a vivere in una area interna, quella di Ussita in provincia di Macerata, scoprendo così di avere “paradossalmente delle certezze in più“.
Dopo il sisma del 2016, che ha distrutto il suo b&b, insieme ad altre persone, si prefigge di supportare una ricostruzione sociale, prima di quella fisica, della piccola comunità ussitana. Così in questo intervento che ci ha donato racconta la sua esperienza attiva ad Ussita, il suo legame con territorio di Cascia-Roccaporena e come ha reagito al blocco di tutte le attività derivante dalla pandemia da Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in un momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo. Gli interventi degli altri “Custodi del Futuro”, pubblicati fin ora, li trovi qui: Rosy Battaglia, Walter Ganapini, Maurizio Davolio.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo qualche mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

 

Patrizia Vita

nel 2012 torna a Ussita (MC), il suo paese di nascita, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e lì trasforma la casa di famiglia in un b&b.

Il sisma del 2016 rade al suolo i suoi progetti ma Patrizia decide di rimanere per non abbandonare il territorio e fonda le associazioni C.A.S.A. (Cosa Accade Se Abitiamo) e Orti e Mestieri APS.

Prima ancora, nel 1992 si era trasferita a Roma per occuparsi del terzo settore. Collabora con diverse associazione tra cui la sezione italiana di Amnesty International, occupandosi di raccolta fondi e promozione, in particolare di rapporti con i testimonial  e l’organizzazione di eventi.

Attraverso l’associazione C.A.S.A., Patrizia si prefigge di supportare la ricostruzione sociale, prima che fisica, del borgo di Ussita gravemente colpito ed è referente della tappa dei Monti Sibillini di IT.A.CA’ – Viaggiatori e Migranti Festival del turismo responsabile mentre Orti e Mestieri APS è un’associazione di Roma che si occupa di orti sociali.

Patrizia ama la natura e il turismo lento, la vita all’aria aperta. Crede nella forza delle persone che perseguono progetti e idee per un futuro sostenibile. Socia attiva di Movimento Tellurico ha partecipato alla costruzione del Cammino nelle Terre Mutate, un cammino che parte da Fabriano e arriva all’Aquila attraversando tutti i paesi colpiti dal sisma del 2009. Ama la vita semplice ed essenziale ma non rinuncia alle sue passioni come la musica, e la vita all’aria aperta.
L’Essenziale non è rinuncia ma scelta e questa consapevolezza l’accompagna in ogni sua decisione,  compresa quella di continuare a vivere tra i monti, in una S.A.E., in attesa della ricostruzione.

Presidente dell'AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON MAURIZIO DAVOLIO

Siamo al terzo appuntamento della rubrica “Custodi del futuro” e abbiamo incontrato Maurizio Davolio, Presidente dell’AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile.

Dopo le parole sul riscatto delle “aree interne” di Rosy Battaglia (qui) e le considerazioni sulle buone pratiche della green economy e sull’economia circolare di Walter Ganapini (qui), Maurizio ci addentra alle forme di turismo particolarmente adatte per il territorio di Cascia e indica nell’empatia l’abilità da sviluppare, da parte di tutti coloro che avranno a che fare con il “turista nuovo“, ai tempi della pandemia da Covid-19 (video in basso↓↓↓).

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in questo momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo tre mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

Maurizio Davolio

è il Presidente dell’AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile.
Davolio ha dedicato tutta la sua vita professionale al turismo, in particolare al turismo cooperativo.
Per vent’anni è stato responsabile del turismo per Legacoop e per la International Cooperative Alliance. E’ stato uno dei fondatori ed è attualmente presidente dell’AITR e della rete europea EARTH.
Attualmente è vicepresidente dell’ISTO, Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale.
Tiene conferenze e corsi in varie università italiane, è autore di libri e saggi.
È membro dell’Advisory Board dell’Università di Bologna per i corsi di turismo, del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano e del Direttivo di ECPAT, di cui è stato uno dei fondatori e di ICEI.
Per il Festival IT.A.CA (Festival del turismo responsabile) è  Componente del Comitato Scientifico.
Rappresentante di AITR nel Cluster del turismo urbano
Membro del Comitato del Forum Internazionale del Turismo Solidale (FITS).

Walter Ganapini

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON WALTER GANAPINI

Secondo appuntamento per la rubrica “Custodi del futuro”.

Dopo l’incontro con Rosy Battaglia (lo trovi qui), è l’amico Walter Ganapini a regalarci, in questo video (in basso↓↓↓), una riflessione indirizzata alla popolazione di Cascia e Roccaporena in vista della ripartenza post emergenza Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in questo momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo tre mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

Walter Ganapini

Scienziato e docente, è una delle figure di maggior rilievo dell’ambientalismo italiano.

Attualmente Coordinatore scientifico del progetto “Fra’ Sole” ad Assisi, Walter Ganapini è Membro del Comitato Etico di Etica Sgr, società del gruppi Banca Popolare Etica,  Membro onorario del Comitato scientifico dell’Agenzia europea per l’Ambiente e  membro del Comitato Scientifico della Federazione Italiana dei Media Ambientali FIMA.

Cofondatore di Legambiente ed ex Presidente di Greenpeace Italia, Walter Ganapini ha ricoperto ruoli di grande responsabilità politica e amministrativa: Assessore all’ambiente del Comune di Milano  nella Giunta Formentini nel 1995, Presidente di AMA a Roma nel 1997, chiamato nel 1998 da Romano Prodi a presiedere e rilanciare l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA), Assessore all’Ambiente della Regione Campania dal 2008 al 2010, Direttore generale di Arpa Umbria dal 2014 al 2019.

Dal 8 agosto 2017 con fra Mauro Gambetti e Giuseppe Lanzi è tra i promotori del Progetto di Sostenibilità del Complesso Monumentale del Sacro Convento di Assisi – “Fra’ Sole” – che vede insieme la Custodia del Sacro Convento, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale dell’Umbria, Sisifo – Sostenibilità e Resilienza con il sostegno di Novamont; inserito nella European Circular Economy Stakeholder Platforme con numerose partnership. Il progetto è diventato punto di riferimento per il mondo della Finanza etica e della Economia circolare.

Autore di

  • La risorsa rifiuti, Milano, 1978 ETAS Libri.
  • Oltre l’ecologia, Milano, ETAS Libri, 1980.
  • Ambiente made in Italy, Piacenza, 2004 Alberti.
Rosy Battaglia, giormalista d'inchiesta, racconta di battaglie civili, territori e società

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON ROSY BATTAGLIA

Apriamo oggi questa nuova rubrica, “Custodi del futuro“, nella quale chiamiamo amici della più allargata comunità di riferimento del progetto Rockability a lanciare un messaggio forte alle realtà di Cascia e Roccaporena in vista della ripartenza post emergenza Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in questo momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo tre mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

ROSY BATTAGLIA

Data, investigative e civic journalist, è stata tra i primi giornalisti ad esercitare il diritto di accesso civico ai dati pubblici e ai documenti amministrativi, in Italia. Professionista, è l’ideatrice di Cittadini Reattivi, progetto di crowdsourcing journalism premiato da Fondazione Ahref nel 2013 .
Le sue  inchieste di interesse pubblico sono state pubblicate su Lifegate e Valori.it, con i quali attualmente collabora e su AGI, Donna Moderna, Wired Italia, Nòva Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, Terre di Mezzo, ricevendo diversi riconoscimenti. Da febbraio 2018, per la nuova versione online di Valori.it, direttore Andrea Di Stefano, si occupa  di inchieste e dossier di interesse pubblico, con approfondimenti sui temi dell’ambiente, dell’impatto sulla salute dell’inquinamento, dell’economia sostenibile, dell’innovazione sociale, ma anche di mafie e corruzione.

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GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA – MOBILITAZIONE VIRTUALE

 

Appartengo alla Terra. E come me tutta l’umanità, e ogni forma di vita. Piante e foreste, frutti e fiori, e ancora fiumi, monti, animali d’ogni specie e tutto ciò che il lavoro umano ha plasmato e trasformato nel tempo. San Francesco la chiamava sorella e madre, che ci governa e dà sostentamento.

(Carlo Petrini)

 

Il 22 Aprile da ormai 50 anni è la Giornata Mondiale della Terra. Una giornata nata per riflettere, pensare e attivarsi a sostegno e in difesa del nostro caro Pianeta. Oggi, più di prima sentiamo il bisogno di impegnarci per sostenere il suo enorme valore e il valore della sua biodiversità. Abbiamo bisogno di conservare le risorse naturali, garantire sostenibilità all’ambiente e a quella molteplicità di specie e organismi che, in relazione tra loro, creano un equilibrio fondamentale per la vita sulla Terra. La biodiversità infatti garantisce cibo, acqua pulita, ripari sicuri e risorse, fondamentali per la nostra sopravvivenza, ma oggi è fortemente messa in pericolo dall’attività dell’uomo che ha consumato risorse naturali e sfruttato, distrutto e inquinato ingenti porzioni della nostra Terra.

La rete Earth Day spiega che questo cinquantesimo anniversario è ancora più degno di nota per la coincidenza della pandemia da Coronavirus che sta coinvolgendo tutti gli abitanti del Pianeta e ci impegna ancora più fortemente nella ricerca di soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo. “Soluzioni che includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate”.

La Giornata della Terra, coordinata in Italia dalla rete EARTH DAY ITALIA, si svolgerà in modo del tutto nuovo. Non potendo trovare nelle strade e nelle piazze, ci si ritroverà virtualmente attraverso il web e la televisione per condividere e partecipare a una mobilitazione virtuale. Tante le iniziative messe in atto e proposte da vari enti e soggetti della nostra Nazione. Qui di seguito ve ne proponiamo alcuni:

 

Istruzioni #abbracciamola per LegambienteClicca per ingrandire
  • L’APP del del Cittadino Scienziato: Tra le varie iniziative proposte dall’Earth Day Network c’è un’App (la trovi qui per Android e qui per IPhone) pensata per passare dal pensiero (ecologista) all’azione: “Oggi puoi diventare un cittadino scienziato… L’inquinamento da plastica e aria sono problemi globali che richiedono un’azione collettiva per risolvere. ⁣La nostra nuova app #EarthChallenge2020 monitorerà e contribuirà a mitigare i danni dell’inquinamento atmosferico e plastico globale in tutto il mondo, aiutando a identificare le fonti dell’inquinamento e le aree più colpite”. ⁣

 

Noi di Rockability.net seguiremo la Maratona perché crediamo che sia giusto conoscere, fare rete, fare squadra approfondire e sentirsi parte di un tutt’uno, parte di quel grande gruppo di persone che sono i cittadini di questa Terra. Noi abbiamo il dovere di sostenerla, difenderla, proteggerla, curarla e quindi adottare pratiche sostenibili, che possano garantire all’ambiente, agli animali e alle generazioni future la sopravvivenza.

Il nostro futuro dipende anche da noi e dalle nostre scelte civiche responsabili.
Ce lo ricorda anche Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato Sì – sulla cura della casa comune, a cui quest’anno è legata e dedicata questa giornata.