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Il cambiamento: è il momento di ascoltare

 

Come diceva il famoso scrittore Denis Waitley: “Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle”.

Il cambiamento è inevitabile.

La vera rivoluzione avviene abbandonando il noto per l’ignoto; sostituire al noto qualcos’altro che conosciamo non è un cambiamento, non è un progresso, non è futuro.

Io ho voglia di creare, ideare, pensare, disegnare. I futuri protagonisti di questo cambiamento sono proprio i c.d. looked after children che letteralmente significa bambini accuditi, bambini assistiti ovvero bambini in custodia.

Purtroppo, ad oggi, migliaia di giovani neomaggiorenni uscenti da percorsi di accoglienza in comunità per minori, sono costretti a divenire in fretta adulti ed autonomi, senza poter contare su una casa, su un lavoro, ne su un adeguato sostegno sociale che consenta loro di perseguire le proprie aspirazioni. Questi ragazzi saranno dunque “vittime” di un abbandono, sapete perché? perché finisce il loro percorso di formazione, il loro percorso di crescita che li ha visti protagonisti sino alla “vigilia” della maggiore età.

Un ragazzo smette di essere accudito dalle comunità intermedie nel momento in cui diventa maggiorenne, torna a casa, oppure quando viene adottato.

Spesso però, a causa della particolare situazione di disagio in cui si trova il giovane, è condizione necessaria estendere il periodo di accoglienza nella comunità, oltre il diciottesimo anno di età, al fine di garantire ad esso una tutela.

Ad oggi, come disciplinato nell’art. 29 della legge del 16 agosto 1956, questo prolungamento è possibile per mezzo di un consenso da parte dell’Autorità competente con il c.d. prosieguo amministrativo, che comunque non riesce ad ottimizzare completamente il percorso di formazione del minore diventato maggiorenne; ciò soprattutto per il fatto che può durare al massimo fino al compimento del ventunesimo anno di età.
È importante sottolineare che realizzare gli interessi del minore vuol dire offrire ad esso un progetto di vita, un progetto esistenziale che sia tale da renderlo consapevole del rapporto con la realtà che lo circonda; un progetto che sia tale da porre in essere un concreto sviluppo della personalità ponendo il minore neomaggiorenne nella condizione di esprimere la propria libertà, secondo le capacità, le aspettative, le proprie inclinazioni naturali (artt. 147 e 315 bis cod. civ.).

Il minore, prima di ogni altra cosa, ha diritto ad essere ascoltato, come disciplinato oggi nell’ordinamento civile italiano e da numerose convenzioni internazionali.

Grazie all’attività di co-housing vissuta a Roccaporena di Cascia dal 18 al 24 agosto 2020 con gli artisti de l’Asilo Filangieri di Napoli, con le ragazze e i ragazzi della Comunità educativa Bethel di Amelia e con i partecipanti del Propart – Master in progettazione partecipata – Università Iuav di Venezia, testimonio ancor più la vera importanza dell’ascolto.

Ad oggi, mi sento di dire che l’ascolto” diviene non solo un principio guida, ma il vero presupposto giuridico affinchè i provvedimenti giudiziari che coinvolgono i minori non siano affetti da vizi procedurali.

Per fare in modo che questo non avvenga, sarà dunque necessario approfondire la tematica delle misure di accompagnamento in funzione dei minori e dei maggiorenni in uscita, al fine di poter utilmente essere di ausilio per la creazione di normative che siano in grado di consentire al soggetto una formazione completa ed un’attività inclusiva rispetto al mondo del lavoro.

In tal modo si determinerebbe un’utile e concreta applicazione dei principi costituzionali connessi alla libertà di iniziativa economica in uno con il diritto all’istruzione ed alla formazione professionalizzante; tutto ciò costituirebbe il concreto superamento dell’ostacolo e la piena attuazione del principio di uguaglianza sostanziale, per come contenuto nel disposto di cui all’art. 3, comma 2, della Costituzione.

Concludo con una frase dello scrittore Saul Alinsky: Cambiamento significa movimento. Movimento significa frizione. Il movimento o il cambiamento senza frizioni o conflitti appartiene solamente al vuoto rappresentato da un mondo astratto che non esiste”.

 

 Veronica Rita Miarelli

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Il bosco in autunno: un esempio di comunità

PASSI D’ORO

In questo anno, così incerto e così delicato, l’Autunno è arrivato, sicuro di sé, guerriero: una delle poche certezze.

Prepotente si fa sentire con la sua pioggia, anima per la vita, che ci è stata negata per tutta l’Estate, a ricordarci che questi mesi passati all’aria aperta erano una tregua dai mali, da quel male che tanto ha segnato le nostre vite dall’Inverno in poi.

Ed ora, eccoci, qui, Ottobre nel mezzo. Ottobre verde, giallo e rosso.

Ottobre che incanta.

Ottobre che trasforma.

Sarà che di “quel male” sentiamo il fiato sul collo o forse è solo vento, ma camminare ora nei boschi ha un sapore diverso: un privilegio che può durare poco.

Partendo da basse quote, l’impressione è che nulla sia diverso, poche foglie gialle, la temperatura soltanto un po’ più rigida. Ma come a metafora di vita, solo faticando per salire, si ottiene il miracolo: il bosco muta e mutiamo noi.

Intorno ai mille metri di quota c’è il confine tra il sicuro e l’incerto, tra la realtà e la magia.

Finisce quel mondo che da presuntuosi chiamiamo “umano”, il mondo delle nostre comodità e delle nostre sicurezze che lascia spazio ad altro, il luogo da cui veniamo ma che non sappiamo più riconoscere casa.

Inizia la nostra vera Natura che ci spaventa e ci colma.

Inizia il regno dei sensi, dove ci ritroviamo animali tesi a cogliere rumori, pericoli, opportunità.

A quella quota, nei nostri Appennini, il bosco di Carpini, Ornielli e Aceri lascia il posto al Faggio, solenne e maestoso, l’anziano saggio. L’Ambiente cambia e si trasforma, non più sottobosco, che non sa crescere perché privato della luce dalle grasse fronde dell’unico che sa resistere a queste quote, ma fusti grigi, lisci e snelli.

Un tappeto ha steso lui, un tappeto rosso come quello che si dispone per le persone importanti. Ma chi ha l’animo di arrivare lì deve essere per forza un personaggio da rispettare.

Le foglie sono ormai stanche, private della loro forza vitale, della loro clorofilla, pozione magica di vita. Così decidono di arrendersi per fare spazio ad altro, al nuovo che verrà.

Maestri virtuosi, gli alberi.

Loro sanno guardare al futuro.

Sanno ascoltare, in silenzio.

Ascoltano i passi di noi umani, il sonno di un piccolo mammifero, il volo dei pochi insetti, il passo leggero di un capriolo, la crescita di un fungo, la vita scorrere e le stagioni andare.

Dovremmo tutti imparare dai boschi, il più grande esempio di Comunità.

Il bosco è la forma primordiale di co-abitazione, dove la vita sa di poter prosperare grazie all’unione che è forza, al sostegno reciproco, al sapere che condiviso diventa saggezza.

Un albero isolato è esposto alla brutalità del vento, al braccio forte della pioggia, è cibo unico per gli animali. E’ lotta, continua ed estenuante per la vita.

Un bosco, per contro, è sicurezza, protezione, comunicazione tra simili, vivere collettivo.

Per questo, auguro a tutti di perdersi in un bosco, di viverne l’essenza e di tornare con un sapere più grande e un cuore più puro.

Sarebbe un peccato sprecare la lezione che gli alberi umilmente ci offrono.

Daniela Stronati

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A Roccaporena minori ed artisti in Co-Housing!

“Chi mi dice il contrario della parola differente, chiede la maestra. Il contrario di differente è uguale, risponde ad alta voce Claudia. Brava, sorride la maestra. Io ascolto e penso che forse la risposta è sbagliata, che forse il contrario di differente è indifferente”.

Dal 18 al 24 agosto 2020 Rockability, gli artisti de l’Asilo Filangieri di Napoli, le ragazze e i ragazzi della Comunità educativa Bethel di Amelia, i partecipanti del Propart – Master in progettazione partecipata – Università Iuav di Venezia, hanno vissuto a Roccaporena un’esperienza davvero unica: un altro modo di fare comunità, condividendo, immaginando, disegnando nuove traiettorie di futuro.

Itinerari nella natura, laboratori di confronto, attività artistiche: le giornate passate insieme hanno regalato ai partecipanti un’esperienza generativa che, attraverso la condivisione, ha permesso di elaborare e seminare idee innovative e replicabili.

Nel video Giannermete Romani, Silvia Cafora, Silvia Quaranta e Giuseppe Micciarelli, ci guidano alla scoperta dei significati e dei percorsi che hanno caratterizzato l’esperienza del Co-Housing!

 

Roccaporena, 15/9/2020

Sentiero Cascia-Ocosc_roccaporena_10-07-2020 (11)

NASCE IL “COMPRENSORIO DEI SENTIERI CASCIANI”

L’idea è semplice quanto spontanea: incentivare la conoscenza del territorio Casciano attraverso i sentieri che lo percorrono.

I sentieri di questa terra rappresentano le linee tangibili dell’operosità continua degli agricoltori e allevatori che li utilizzano da decenni, a volte da secoli, per spostarsi con mezzi e bestiame. Se davanti ai nostri paesaggi contempliamo la bellezza dei campi, le loro forme geometriche e l’armonia dei colori lo dobbiamo al lavoro imperterrito degli agricoltori, se ammiriamo le greggi al pascolo lo dobbiamo alle fatiche senza orari degli allevatori, se ci meravigliamo della bellezza di alcuni casolari lo dobbiamo agli agriturismi che ospitano chi da questo territorio si vuole sentire accolto.

Giovedì 30 luglio, ad Ocosce, si è dato appuntamento un gruppo di queste persone che ancora una volta confidano di poter aggiungere valore al territorio. Quella terra che già da tempo curano con il proprio lavoro.

Noi di Rockability, insieme a loro, sentiamo la necessità di generare ciò che non c’è, il “Comprensorio dei Sentieri Casciani da percorrere a piedi, in bicicletta e a cavallo. Quando si aggiunge valore ad un luogo è tutta la comunità che ci guadagna, quella residente ma anche quella che periodicamente lo frequenta o potrebbe frequentarlo.

 

Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

I sentieri sono un dono per quelle persone che vogliono addentrarsi nei paesaggi, passo dopo passo diventarne parte, fare esperienza diretta di scene e rappresentazioni a loro inedite ricche anche di storia.

I sentieri sono un dono di tempo che possiamo offrire ai turisti, quel tempo che scorre senza impazienza, quello che è scandito dal personale ritmo dei passi, quello giusto per incontrare persone, tradizioni, usanze, sorrisi e speranze. Il tempo in cui chi giunge qui da altrove ha la possibilità sentirsi più che turista, “cittadino temporaneo”.

I sentieri possono essere un luogo di scambio tra chi racconta e chi ascolta. E a raccontare a volte è la gente del luogo, altre volte la gente ospitata nei luoghi, altre ancora è la Natura che parla. Chi ascolta lo fa con delicatezza, tranquillità e voglia di accogliere.

Sentero Cascia-Ocosce-Roccaporena. Verifica Sentiero 10 luglio 2020

Così il primo sentiero che abbiamo progettato di rendere fruibile con un’operazione di manutenzione comunitaria il 18 agosto prossimo, è quello che collega Cascia a Roccaporena passando per Ocosce. Lo abbiamo già percorso il 10 luglio per verificarne le condizioni e per mapparlo in GPS. E’ un sentiero che parte dalla Rocca di Cascia, luogo storico, sede di scavi archeologici, sale nel bosco verso la frazione di Ocosce e la percorre fino al bivio con cappella votiva dedicata a Santa Rita. Da questo punto, svoltando a destra si prosegue lungo le stradine vicinali. Si giunge al Casale del Castellano, altro luogo di ritrovamenti archeologici che fanno ipotizzare che l’area sia stata abitata ancor prima della urbanizzazione della città di Cascia.

Questo è uno dei punti più panoramici del percorso, la vista spazia sulla frazione di Roccaporena.

Lo Scoglio di Santa Rita è lì, vicinissimo, ma in realtà un po’ più basso e a circa un chilometro in linea d’aria.

Poco più a destra la frazione di Collegiacone.

Si sale con lo sguardo oltre la cresta del Monte della Sassa e in lontananza si incontra la catena dei Monti Sibillini. E’ facile riconoscere Monte Vettore sopra tutti con la sua frattura orizzontale.

Tra tutto questo e i nostri piedi il vuoto della vallata del fiume Corno. Il momento è incantevole.

Questo luogo è conosciuto da tanti casciani, ma a pochissimi “cittadini temporanei“ è stato donato come tempo di condivisione di un’esperienza. Possiamo farlo.

Riprendendo a camminare, il percorso continua in ripida discesa, a zig-zag nel bosco fino al letto del fiume Corno facilmente guadabile in quanto asciutto. Poi un’ultima piccola salita permette di arrivare a Roccaporena.

La manutenzione del 18 agosto prevede la pulizia del sentiero da fronde e rami sporgenti. Nei giorni successivi sarà installata la segnaletica (verticale e orizzontale oltre agli eventuali pannelli informativi), operazione molto importante per l’identificazione dei luoghi.

Dall’autunno in poi si procederà ad aggiungere ulteriori sentieri di interesse paesaggistico, storico e archeologico, che creeranno un anello intorno a Cascia intersecando il “Cammino di San Benedetto” e toccando frazioni, aziende agricole e agriturismi. Si provvederà al tracciamento in GPS così da poter visualizzare i tracciati comodamente da smartphone attraverso l’uso di applicazioni dedicate.

Chiunque voglia contribuire con un’idea, un’opinione e magari con un po’ del suo tempo alla manutenzione, al posizionamento della segnaletica, alla mappatura o anche alla creazione dei sentieri può scrivere a info@rockability.net o telefonare allo 3337642516 (Andrea).

Doniamoci la libertà di partecipare alla gestione del nostro spazio. La libertà di aggiungere valore alla terra che abitiamo. La libertà di esserci.

“La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche un gesto o un’invenzione

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione”

(La Libertà – Giorgio Gaber)

 

Andrea Trevisi

Cascia 05/08/2020

Patrizia Vita 2

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON PATRIZIA VITA

Patrizia Vita lascia Roma per tornare a vivere in una area interna, quella di Ussita in provincia di Macerata, scoprendo così di avere “paradossalmente delle certezze in più“.
Dopo il sisma del 2016, che ha distrutto il suo b&b, insieme ad altre persone, si prefigge di supportare una ricostruzione sociale, prima di quella fisica, della piccola comunità ussitana. Così in questo intervento che ci ha donato racconta la sua esperienza attiva ad Ussita, il suo legame con territorio di Cascia-Roccaporena e come ha reagito al blocco di tutte le attività derivante dalla pandemia da Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in un momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo. Gli interventi degli altri “Custodi del Futuro”, pubblicati fin ora, li trovi qui: Rosy Battaglia, Walter Ganapini, Maurizio Davolio.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo qualche mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

Patrizia Vita

nel 2012 torna a Ussita (MC), il suo paese di nascita, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e lì trasforma la casa di famiglia in un b&b.

Il sisma del 2016 rade al suolo i suoi progetti ma Patrizia decide di rimanere per non abbandonare il territorio e fonda le associazioni C.A.S.A. (Cosa Accade Se Abitiamo) e Orti e Mestieri APS.

Prima ancora, nel 1992 si era trasferita a Roma per occuparsi del terzo settore. Collabora con diverse associazione tra cui la sezione italiana di Amnesty International, occupandosi di raccolta fondi e promozione, in particolare di rapporti con i testimonial  e l’organizzazione di eventi.

Attraverso l’associazione C.A.S.A., Patrizia si prefigge di supportare la ricostruzione sociale, prima che fisica, del borgo di Ussita gravemente colpito ed è referente della tappa dei Monti Sibillini di IT.A.CA’ – Viaggiatori e Migranti Festival del turismo responsabile mentre Orti e Mestieri APS è un’associazione di Roma che si occupa di orti sociali.

Patrizia ama la natura e il turismo lento, la vita all’aria aperta. Crede nella forza delle persone che perseguono progetti e idee per un futuro sostenibile. Socia attiva di Movimento Tellurico ha partecipato alla costruzione del Cammino nelle Terre Mutate, un cammino che parte da Fabriano e arriva all’Aquila attraversando tutti i paesi colpiti dal sisma del 2009. Ama la vita semplice ed essenziale ma non rinuncia alle sue passioni come la musica, e la vita all’aria aperta.
L’Essenziale non è rinuncia ma scelta e questa consapevolezza l’accompagna in ogni sua decisione,  compresa quella di continuare a vivere tra i monti, in una S.A.E., in attesa della ricostruzione.

Presidente dell'AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON MAURIZIO DAVOLIO

Siamo al terzo appuntamento della rubrica “Custodi del futuro” e abbiamo incontrato Maurizio Davolio, Presidente dell’AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile.

Dopo le parole sul riscatto delle “aree interne” di Rosy Battaglia (qui) e le considerazioni sulle buone pratiche della green economy e sull’economia circolare di Walter Ganapini (qui), Maurizio ci addentra alle forme di turismo particolarmente adatte per il territorio di Cascia e indica nell’empatia l’abilità da sviluppare, da parte di tutti coloro che avranno a che fare con il “turista nuovo“, ai tempi della pandemia da Covid-19 (video in basso↓↓↓).

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in questo momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo tre mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

Maurizio Davolio

è il Presidente dell’AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile.
Davolio ha dedicato tutta la sua vita professionale al turismo, in particolare al turismo cooperativo.
Per vent’anni è stato responsabile del turismo per Legacoop e per la International Cooperative Alliance. E’ stato uno dei fondatori ed è attualmente presidente dell’AITR e della rete europea EARTH.
Attualmente è vicepresidente dell’ISTO, Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale.
Tiene conferenze e corsi in varie università italiane, è autore di libri e saggi.
È membro dell’Advisory Board dell’Università di Bologna per i corsi di turismo, del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano e del Direttivo di ECPAT, di cui è stato uno dei fondatori e di ICEI.
Per il Festival IT.A.CA (Festival del turismo responsabile) è  Componente del Comitato Scientifico.
Rappresentante di AITR nel Cluster del turismo urbano
Membro del Comitato del Forum Internazionale del Turismo Solidale (FITS).

Walter Ganapini

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON WALTER GANAPINI

Secondo appuntamento per la rubrica “Custodi del futuro”.

Dopo l’incontro con Rosy Battaglia (lo trovi qui), è l’amico Walter Ganapini a regalarci, in questo video (in basso↓↓↓), una riflessione indirizzata alla popolazione di Cascia e Roccaporena in vista della ripartenza post emergenza Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in questo momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo tre mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

Walter Ganapini

Scienziato e docente, è una delle figure di maggior rilievo dell’ambientalismo italiano.

Attualmente Coordinatore scientifico del progetto “Fra’ Sole” ad Assisi, Walter Ganapini è Membro del Comitato Etico di Etica Sgr, società del gruppi Banca Popolare Etica,  Membro onorario del Comitato scientifico dell’Agenzia europea per l’Ambiente e  membro del Comitato Scientifico della Federazione Italiana dei Media Ambientali FIMA.

Cofondatore di Legambiente ed ex Presidente di Greenpeace Italia, Walter Ganapini ha ricoperto ruoli di grande responsabilità politica e amministrativa: Assessore all’ambiente del Comune di Milano  nella Giunta Formentini nel 1995, Presidente di AMA a Roma nel 1997, chiamato nel 1998 da Romano Prodi a presiedere e rilanciare l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA), Assessore all’Ambiente della Regione Campania dal 2008 al 2010, Direttore generale di Arpa Umbria dal 2014 al 2019.

Dal 8 agosto 2017 con fra Mauro Gambetti e Giuseppe Lanzi è tra i promotori del Progetto di Sostenibilità del Complesso Monumentale del Sacro Convento di Assisi – “Fra’ Sole” – che vede insieme la Custodia del Sacro Convento, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale dell’Umbria, Sisifo – Sostenibilità e Resilienza con il sostegno di Novamont; inserito nella European Circular Economy Stakeholder Platforme con numerose partnership. Il progetto è diventato punto di riferimento per il mondo della Finanza etica e della Economia circolare.

Autore di

  • La risorsa rifiuti, Milano, 1978 ETAS Libri.
  • Oltre l’ecologia, Milano, ETAS Libri, 1980.
  • Ambiente made in Italy, Piacenza, 2004 Alberti.
Rosy Battaglia, giormalista d'inchiesta, racconta di battaglie civili, territori e società

CUSTODI DI FUTURO – INCONTRO CON ROSY BATTAGLIA

Apriamo oggi questa nuova rubrica, “Custodi del futuro“, nella quale chiamiamo amici della più allargata comunità di riferimento del progetto Rockability a lanciare un messaggio forte alle realtà di Cascia e Roccaporena in vista della ripartenza post emergenza Covid-19.

Quale il senso di chiedere a dei Testimoni (protagonisti della vita sociale, intellettuale e scientifica italiana) di raccontarci la loro esperienza in questo momento difficile e di lanciare un messaggio che “provochi il futuro”?
Le testimonianze sono per noi funzionali a comunicare e ad attivare energie e disponibilità diverse, diffuse nella comunità territoriale e non solo.

Puntiamo sul ruolo importante che ognuno deve avere nel costruire il post pandemia.
Ogni persona, nella misura in cui è stata toccata da questa inimmaginabile situazione, può avere l’energia, la forza, la spinta e l’abilità di immaginare un futuro differente da quello che avrebbe sperato solo tre mesi fa.

Oggi lo si deve fare per sé e per la comunità. Oggi ognuno di noi può provocare il suo futuro.

“Non ci si salva da soli” (Papa Francesco).

ROSY BATTAGLIA

Data, investigative e civic journalist, è stata tra i primi giornalisti ad esercitare il diritto di accesso civico ai dati pubblici e ai documenti amministrativi, in Italia. Professionista, è l’ideatrice di Cittadini Reattivi, progetto di crowdsourcing journalism premiato da Fondazione Ahref nel 2013 .
Le sue  inchieste di interesse pubblico sono state pubblicate su Lifegate e Valori.it, con i quali attualmente collabora e su AGI, Donna Moderna, Wired Italia, Nòva Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, Terre di Mezzo, ricevendo diversi riconoscimenti. Da febbraio 2018, per la nuova versione online di Valori.it, direttore Andrea Di Stefano, si occupa  di inchieste e dossier di interesse pubblico, con approfondimenti sui temi dell’ambiente, dell’impatto sulla salute dell’inquinamento, dell’economia sostenibile, dell’innovazione sociale, ma anche di mafie e corruzione.