poggioprimocaso

A Poggioprimocaso un sentiero da ascoltare

A Poggioprimocaso un sentiero da ascoltare
Il rumore dei passi, le persone che incontri, le storie che scopri. Quasi fossero anch’esse parti del paesaggio. Il racconto esperienziale di un sentiero è fatto di tutto questo. Un percorso di testimonianze, espresse da voci, così come dalle pietre, dagli alberi, che tanto hanno da dire e da lasciare a chi ha la fortuna di intrecciare i propri passi con loro. Un senso che si compie nel momento in cui senti che un posto non è soltanto bello ma che ha un significato. Da estendere e condividere.
Percorrere il sentiero che da Poggioprimocaso raggiunge i ruderi del castello di Paterno, passando prima per la chiesa di San Fortunato e che torna al punto di partenza attraversando costoni e boschi stupendi, significa affrontare un cambiamento.
Ascoltare le storie di Alberto De Angelis, le sue parole piene di amore e riconoscenza verso i luoghi che vive da sempre, di suo padre Ruggero, memoria di usanze passate e piene di umanità, incontrare le pietre, gli alberi e le case testimoni di un rapporto tanto antico tra uomo e territorio, vuol dire arrivare alla fine della strada sicuramente differenti. Con uno zaino sulle spalle più scarico d’acqua e cibarie, ma più ricco di conoscenza.
Camminando con loro abbiamo scoperto che la piccola e antichissima chiesa è stata intitolata nel 1639 a San Fortunato, Patrono di Montefalco, perchè quell’anno, in occasione della peste, fu fatta arrivare una reliquia del santo come voto e che, sempre all’interno della chiesa, è presente un’iscrizione che chiarisce l’origine stessa del nome del paese. Poggioprimocaso deriva da “Castro Pody Primi Casus“, vale a dire il luogo di prima accoglienza incontrato da chi stava rientrando dalla battaglia di Lepanto.
Il Distretto di Turismo Lento e Responsabile di Cascia a cui stiamo dando vita grazie alla partecipazione di tante persone, è fatto di tutto questo. Iniziative, strumenti, progetti, tenuti insieme da un insieme di sentimenti a cui noi aggiungiamo la gratitudine. Verso i luoghi e le persone che hanno il privilegio di viverli e l’entusiasmo di raccontarli. A noi e agli altri.
nasce-a-cascia-il-primo-distretto-di-turismo-lento-e-responsabile

BITAC 2020: Il video del convegno!

 

Nasce a Cascia il primo Distretto di Turismo Lento e Responsabile

Il convegno on-line della BITAC Borsa Italiana del Turismo Cooperativo e Associativo

Il 26/11/2020, durante una diretta che ha visto una grande partecipazione di pubblico fra utenti ed operatori del settore turistico cooperativo italiano, i relatori hanno descritto le finalità e le fasi di sviluppo di un progetto elaborato e portato avanti insieme a cittadini ed operatori economici e turistici, al fine di creare nuove modalità di promozione e narrazione del territorio casciano.

Sono intervenuti: Silvia Quaranta, Presidente Coop. Partes, Coordinamento Rockability; Alberto Renzi, Progettista di itinerari culturali e percorsi outdoor; Andrea Trevisi, Esperto di Turismo Educativo; Claudia Mannelli, Ristorante La Porrina di Roccaporena; Anna Donati, Coord. Rete AMoDo – Alleanza Mobilità Dolce; Mario De Carolis, Sindaco di Cascia. Ha moderato l’incontro Maurizio Davolio, Presidente A.I.T.R. – Associazione Italiana Turismo Responsabile.

 

rockability-diario-di-giannermete-romani

Dal Diario di Giannermete, una storia di cura

 

IL DIARIO DI GIANNERMETE

Dopo la prima pagina pubblicata qualche settimana fa sul nostro blog, torniamo a sfogliare il Diario di Giannermete Romani, per leggere ancora una storia di cura.

Promuovere il movimento dei corpi attraverso gli spazi di vita quotidiana per muovere pensieri e emozioni, promuovendo salute fisica, psichica ed emotiva per tutti, includendo le persone fragili, pensando a figure di giovani in percorsi di consapevolezza (giustizia minorile, fragilità sociali etc.) che in veste volontaria possono accompagnare, specchiandosi nella fragilità dell’altro, altri soggetti fragili (es. anziani) a vivere l’esperienza, preparati attraverso opportune azioni educative. Accogliere tutti promuovendo l’incontro sui concetti di ‘abitante’ e ‘cittadino’, con uno sguardo alla funzione educativa dei luoghi, alle proprietà comunicative delle forme e degli spazi di vita. Cercando di far luce sul disagio sociale e sul deterioramento urbanistico e ambientale che crea un circolo in cui è difficile distinguere cause e effetti. Posando lo sguardo sui piccoli fenomeni, sulle ferite, su cicatrici e intoppi ma anche sui germogli e sugli slanci virtuosi per poi passare alla cura dell’ambiente urbano, alla progettazione dello spazio da abitare. Coinvolgendo i cittadini che incontreremo nell’immaginare processi di trasformazione e miglioramento. Partendo sempre da chi è portatore di conoscenze concrete e sensibili legate a un luogo (gli anziani, gli artigiani, i portatori di interessi vari) e alle sue specificità, ascoltando soprattutto i bisogni di chi è più a rischio perché è partendo da un tale punto di vista, quello dei diritti, che la comunità genera benessere e miglioramento della qualità della vita di tutti. Camminare tutti insieme per fare educazione attraverso l’ambiente, animati dall’idea che si fa sostanza che la cura delle persone passa attraverso la cura delle cose e del territorio. Camminare insieme per abbracciare tutto questo, interiorizzarlo, dargli forma e sostanza. Particolare attenzione vorremmo porre su come il territorio consuma, come si consuma il territorio, come si consuma nel territorio tutto ciò che l’attraversa: i beni e le vite. Al centro vorremmo mettere il cibo e le sue storie, i fatti e le metafore del nutrirsi. Le storie, come i cibi di cui ci nutriamo – dal latte materno, alle pappe, alle ricette gustose e sopraffine che ci accompagnano lungo la nostra vita – hanno sapori diversi: il dolce, il salato, l’acido, l’amaro. Sapori che si legano alle diverse vicende umane dei tanti popoli che abitano la terra, che sono stratificazioni culturali, geografiche, familiari, emotive. Il sapore del cibo è sempre condizionato da un valore e da una visione del mondo, l’essere umano non si nutre solo di cibo materiale ma si nutre anzitutto del significato che ogni cibo assume, delle storie e delle narrazioni che intorno a esso crescono. Il cibo ha valore identitario, condiziona le nostre vite, l’uomo in qualche misura è ciò che mangia, attraverso il cibo e i rituali ad esso connessi, si definisce il piacere di vivere, l’esistenza si ‘gusta’, la vita si ‘assapora’. In tutte le culture ci si incontra intorno alla tavola, il pranzo comune diventa un rito che affratella, mangiando ci si conosce, ci si racconta, si scopre ciò che ci accomuna e ciò che ci rende diversi l’uno dall’altro. Davanti alla tavola, intorno ad essa, nello spazio che comprende il fuoco, che serve a cuocere e a scaldare, a fare casa, intimità, spazio protetto, si narrano le storie, si tramandano parole, miti, filastrocche, proverbi, modi di dire, poesie. Un viaggio attraverso le storie, i cibi mangiati e narrati, le stagioni della semina, della cura, del raccolto e della trasformazione, i significati intorno ad essi stratificati. Per riflettere su quanto siano emotivamente prossime e preziose le storie dell’umanità che si nutre di cibo che rende più forte il corpo, scalda il cuore, fa volare la fantasia. Un viaggio vero e proprio a incontrare le persone e a farsi raccontare cosa si mangia, come, dove e con chi. Come si può redistribuire il cibo, non sprecare, valorizzare, garantendolo a tutte e tutti. Vorremmo innescare, con queste azioni, un processo del prendersi cura dello spazio vivendolo e riconoscendolo come proprio, come oggetto che diventa il soggetto del proprio intervento, in un paesaggio umano, urbano e naturale, dove si può star bene e comunicare. Dove si può essere pienamente se stessi, inclusivi e liberi da catene, falsi miti, stereotipi e dipendenze.

Giannermete Romani

nasce-a-cascia-il-primo-distretto-di-turismo-lento-e-responsabile

Turismo Responsabile: Cascia arriva alla BITAC!

 

ALLA BITAC IL 26 NOVEMBRE IL CONVEGNO ONLINE: “NASCE A CASCIA IL PRIMO DISTRETTO DI TURISMO LENTO E RESPONSABILE”

 

Lontani dal turismo di massa, vicini alle persone”.

Così recita lo slogan della Borsa Italiana del Turismo Associativo e Cooperativo, che ben si accosta alla filosofia e al pensiero del progetto Rockability. La BITAC, creata dalle tre principali centrali cooperative e promossa da sempre in collaborazione con il nostro partner AITR, si costituisce quale appuntamento annuale articolato in due giornate: una dedicata ai convegni e l’altra dedicata a workshop tra seller e buyer.

Il suo obiettivo, come emerge dallo slogan, è quello di creare un occasione di incontro e riflessione per promuovere un turismo sostenibile e responsabile, stimolare nuove collaborazioni e sinergie tra le realtà cooperative e associative del territorio italiano e mettere in luce i risultati e i progressi nel campo del turismo.

Quest’anno per la prima volta a causa della pandemia di covid-19 la BITAC si svolge in modalità online il 27 novembre con i workshop B2C e il 26 novembre con una giornata interamente dedicata a convegni online.

E’ in tale contesto che si colloca alle ore 14.30 il convegno “Nasce a Cascia il primo Distretto di Turismo Lento e Responsabile” (guarda il video!), che vedrà quali relatori Silvia Quaranta – Presidente della cooperativa Partes, capofila del progetto Rockability, Maurizio Davolio – Presidente di AITR, Andrea Trevisi – esperto di turismo educativo e residente a Cascia, Alberto Renzi – consulente ed esperto di turismo e mappatura partecipata, Anna Donati – Presidente dell’Alleanza Mobilità Dolce e Mario De Carolis – Sindaco del Comune di Cascia.

La realizzazione di un distretto di turismo lento e responsabile è uno dei tanti obiettivi che si pone il progetto Rockability. E’ un obiettivo che si intende raggiungere attraverso un lavoro di mappatura partecipata condotto in sinergia con gli operatori e la popolazione del territorio casciano.  Un territorio attraversato da una fitta rete di Cammini e percorsi in cui è facile e piacevole praticare trekking, andare in bicicletta, mountain bike o a cavallo, in un ambiente naturale spettacolare, tra montagne e boschi. Di grande qualità i prodotti locali pregiati, presidi slow food alcuni, che vanno dallo zafferano al tartufo, dalla tipica roveja ai funghi che alimentano la ricca cucina tradizionale. Con il lavoro di mappatura partecipata, condotta insieme a storici locali, archeologi, appassionati d’arte e cultura, sono emersi moltissimi elementi di attrattività. Molte gestioni della ricettività e della ristorazione hanno inoltre adottato buone pratiche di sostenibilità ambientale per quanto riguarda l’energia, l’acqua, i rifiuti, gli sprechi alimentari ed offrono ai loro ospiti esperienze ed occasioni di storytelling.

La BITAC rappresenta quindi per il progetto Rockability una prima occasione per presentare a un pubblico esterno questo importante lavoro di costruzione e mappatura di un nuovo distretto. Un’attività replicabile in moltissimi altri territori italiani.

PER PARTECIPARE AL CONVEGNO E SEGUIRNE I LAVORI OCCORRE ISCRIVERSI QUI

 

Silvia Lazzari

distretto-turismo-lento-e-responsabile-di-cascia

Il racconto esperienziale dei sentieri di Cascia

Ci sono esperienze che si vivono e basta ed esperienze che, oltre a viverle, si raccontano.

Per condividere con altri il senso e l’essenza di ciò che, soprattutto un viaggio, ti ha lasciato dentro.

Una mattina d’autunno e d’ottobre, abbiamo iniziato a fare questo.

Siamo saliti su delle mountain bike a pedalata assistita e abbiamo imboccato una strada sterrata, tra i verdi paesaggi del territorio casciano.

Eravamo tre e ognuno aveva un compito preciso: Alberto doveva descrivere il percorso, Andrea fotografarlo, io farne un racconto video.

Il percorso è quello ad anello che parte da Avendita e dall’Agriturismo Baldassari, dove abbiamo lasciato le macchine, per farvi ritorno dopo aver attraversato salite, discese, colline e radure, dopo aver raggiunto i ruderi di Paese Belvedere e dopo aver regalato alla vista veri e propri scenari mozzafiato.

I colori dell’autunno, d’altronde, questo fanno, quando rendono i boschi delle vere e proprie opere d’arte viventi nelle quali immergersi, con lo sguardo, con il respiro, con l’anima.

E così, la mappa digitale ed esperienziale dei sentieri casciani, parte fondamentale del Distretto di Turismo Lento e Responsabile di Cascia a cui stiamo lavorando insieme agli operatori turistici ed economici del territorio, alle istituzioni e a tanti cittadini, continua prendere forma e a comporsi di nuovi scenari, nuovi itinerari, nuove suggestioni.

Un patrimonio naturalistico, storico e identitario che diventa percorso narrativo e attrattivo grazie a chi lo vive e lo fruisce, stabilmente o temporaneamente. Grazie alle infinite emozioni che è in grado di suscitare.

Daniele Ciri

GUARDA IL VIDEO

il-bosco-in-autunno-alberi

Il bosco in autunno: un esempio di comunità

PASSI D’ORO

In questo anno, così incerto e così delicato, l’Autunno è arrivato, sicuro di sé, guerriero: una delle poche certezze.

Prepotente si fa sentire con la sua pioggia, anima per la vita, che ci è stata negata per tutta l’Estate, a ricordarci che questi mesi passati all’aria aperta erano una tregua dai mali, da quel male che tanto ha segnato le nostre vite dall’Inverno in poi.

Ed ora, eccoci, qui, Ottobre nel mezzo. Ottobre verde, giallo e rosso.

Ottobre che incanta.

Ottobre che trasforma.

Sarà che di “quel male” sentiamo il fiato sul collo o forse è solo vento, ma camminare ora nei boschi ha un sapore diverso: un privilegio che può durare poco.

Partendo da basse quote, l’impressione è che nulla sia diverso, poche foglie gialle, la temperatura soltanto un po’ più rigida. Ma come a metafora di vita, solo faticando per salire, si ottiene il miracolo: il bosco muta e mutiamo noi.

Intorno ai mille metri di quota c’è il confine tra il sicuro e l’incerto, tra la realtà e la magia.

Finisce quel mondo che da presuntuosi chiamiamo “umano”, il mondo delle nostre comodità e delle nostre sicurezze che lascia spazio ad altro, il luogo da cui veniamo ma che non sappiamo più riconoscere casa.

Inizia la nostra vera Natura che ci spaventa e ci colma.

Inizia il regno dei sensi, dove ci ritroviamo animali tesi a cogliere rumori, pericoli, opportunità.

A quella quota, nei nostri Appennini, il bosco di Carpini, Ornielli e Aceri lascia il posto al Faggio, solenne e maestoso, l’anziano saggio. L’Ambiente cambia e si trasforma, non più sottobosco, che non sa crescere perché privato della luce dalle grasse fronde dell’unico che sa resistere a queste quote, ma fusti grigi, lisci e snelli.

Un tappeto ha steso lui, un tappeto rosso come quello che si dispone per le persone importanti. Ma chi ha l’animo di arrivare lì deve essere per forza un personaggio da rispettare.

Le foglie sono ormai stanche, private della loro forza vitale, della loro clorofilla, pozione magica di vita. Così decidono di arrendersi per fare spazio ad altro, al nuovo che verrà.

Maestri virtuosi, gli alberi.

Loro sanno guardare al futuro.

Sanno ascoltare, in silenzio.

Ascoltano i passi di noi umani, il sonno di un piccolo mammifero, il volo dei pochi insetti, il passo leggero di un capriolo, la crescita di un fungo, la vita scorrere e le stagioni andare.

Dovremmo tutti imparare dai boschi, il più grande esempio di Comunità.

Il bosco è la forma primordiale di co-abitazione, dove la vita sa di poter prosperare grazie all’unione che è forza, al sostegno reciproco, al sapere che condiviso diventa saggezza.

Un albero isolato è esposto alla brutalità del vento, al braccio forte della pioggia, è cibo unico per gli animali. E’ lotta, continua ed estenuante per la vita.

Un bosco, per contro, è sicurezza, protezione, comunicazione tra simili, vivere collettivo.

Per questo, auguro a tutti di perdersi in un bosco, di viverne l’essenza e di tornare con un sapere più grande e un cuore più puro.

Sarebbe un peccato sprecare la lezione che gli alberi umilmente ci offrono.

Daniela Stronati

20200820_101812

IL DIARIO DI GIANNERMETE: VIAGGIARE E’ AVERE CURA

Viaggiare è fare esperienza di sé nel tempo e nello spazio, è spiazzamento, sorpresa, messa in discussione, cambiamento, rigenerazione, è fare esperienza di vite diverse e confronto, è passione e desiderio. Viaggiare è andare alla scoperta del paesaggio naturale, umano e storico in una rilassante deriva verso scoperte sorprendenti, è cercare l’imprevisto, è avere occhi nuovi per il conosciuto, è trovare le parole per raccontare, è ascolto e narrazione.

Essenziale, per entrare in contatto profondo con il paesaggio che ci circonda è attraversarlo senza fretta, camminando in una lenta deriva tra storia e natura. Un camminare però che dovrebbe qualificarsi non come semplice esercizio fisico, non solo come avventura dei piedi, ma come avventura della mente e delle emozioni, dei suoni e delle parole. Camminare è aprirsi al mondo, a un nuovo modo di vedere, lento e profondo, è porsi in ascolto dei suoni che spesso non percepiamo perché distratti dai rumori artificiali, è inseguire gli spazi, le forme, i desideri. Camminare è soprattutto il modo più naturale per sentirsi bene, per percepirsi come corpo, pensiero, emozioni, per generare esperienze emotivamente dense e apprendimenti che resteranno a lungo nella mente e nel cuore.

Ogni viaggio è prima di tutto un incontro con l’altro. Per incontrarsi con la diversità, per comprenderla, integrarla, farne ricchezza è necessario conoscere bene sé stessi, liberarsi dai pregiudizi, dotarsi di strumenti e conoscenze che rendano il viaggio di scoperta possibile e quindi interessante, arricchente, stimolante.

E’ questo che immaginiamo quando organizziamo le nostre escursioni nei paesaggi quotidiani, prossimi e sconosciuti, è tutto questo che ci appassiona e ci emoziona ogni volta che ci accingiamo a partire per i nostri viaggi brevi o lunghi, zaino in spalla, con dentro una carta dei luoghi, una poesia, un po’ d’acqua e spazi immensi per la fantasia, il desiderio, la voglia di andare e di stare insieme. Partiamo leggeri, andando alla ricerca di senso coi sensi scoperti, in un tragitto che va dagli occhi al cuore, dai muscoli ai nervi, andando lungo le strade che il territorio offre, meglio ancora se laterali e dimenticate, alla ricerca di odori, colori, sapori, forme, direzioni, inviti, accessi, limiti, confini ma soprattutto suoni, voci e narrazioni.

Ciò che anima l’ambiente in queste esperienze è la diversa attenzione che si porge agli spazi e l’intervento che si fa su di essi: si anima tutti insieme ciò che ci circonda senza dare nulla per scontato, si osserva e riconosce l’impronta che ognuno lascia dietro di sé attraverso l’azione, la parola condivisa e si crea un benessere e uno stimolo per cercare altri angoli di spazio non ancora scoperti e toccati. In questi momenti si muove tra i partecipanti una gratificazione naturale, ci si ritrova nei cicli della natura e in essi si scopre qualcosa che ci appartiene profondamente, trasformando con l’aiuto delle proprie emozioni, della proprie storie, delle proprie parole, della propria intelligenza, del proprio corpo qualcosa che sarebbe stato insignificante se non vissuto. L’intento è quello di animare, con la postura e l’approccio brevemente illustrati sopra, il territorio, i suoi valori, le sue storie, attraverso esperienze di scoperta e conoscenza che tutti possono vivere insieme a noi.

Giannermete Romani

Roccaporena, 1/10/2020

CL POST 1

A CASCIA UN DISTRETTO DI TURISMO LENTO E RESPONSABILE

Valorizzare e condividere le buone pratiche di sostenibilità e l’offerta turistica esperienziale; aumentare le competenze per cogliere le nuove opportunità derivanti dal turismo lento e responsabile ad integrazione di quello già esistente e consolidato; condividere le modalità per valorizzare e promuovere il sistema dei percorsi del Casciano.

Sono questi alcuni dei temi principali che saranno oggetto del “Community Lab” organizzato da Rockability a Gubbiano di Cascia, il prossimo 28 e 29 settembre, presso la Fattoria didattica “Natura e Gusto”.

Le due giornate di lavoro, pensate per mettere in rete le esperienze e far nascere nuove opportunità per agriturismi, ristoranti e aziende di produzione agricola, di allevamento e di trasformazione, comunanze agrarie, associazioni e quanti sono interessati alle tematiche del turismo lento e responsabile, metteranno a confronto, in una serie di incontri e laboratori, i più importanti esperti del settore con cittadini ed operatori turistici ed economici del territorio.

Il tutto con l’obiettivo di creare nel territorio di Cascia un distretto di turismo lento e responsabile.

Una strategia all’interno della quale si inserisce l’elaborazione e la nascita di “Territori Intraprendenti”, una piattaforma digitale alla quale è connesso un portale di promozione turistica del territorio in chiave narrativa, che inizieremo a sperimentare durante i lavori del Community Lab (vedi programma allegato) e che fornisce ai cittadini e alle imprese del Casciano una nuova base di partecipazione allo sviluppo di progetti per il territorio.

Per partecipare, ricevere informazioni, fornire suggerimenti e/o idee:

Telefono: 333.7642516 | Email: info@rockability.net

Ecco il programma completo

Lunedì 28 settembre

Ore 11.00 | Turismo Responsabile, Mobilità dolce e valorizzazione degli antichi sentieri di Cascia

(Evento in diretta Facebook su: https://www.facebook.com/rockability.net )

Rockability è un progetto che punta sul coinvolgimento della comunità per incentivare la visita dei piccoli borghi, di aree interne poco conosciute, aree rurali e appenniniche, parchi naturali e oasi protette, cammini e vie storiche, ciclovie e strade a basso traffico, nei luoghi dell’enogastronomia di qualità.

Intervengono

  • Maurizio Davolio – A.I.T.R.: Associazione Italiana Turismo Responsabile
  • Anna Donati – A.MO.DO: Alleanza MObilità DOlce
  • Alberto Renzi – Formatore e facilitatore sui temi del turismo sostenibile e responsabile

Ore 16.00 | Costruiamo insieme a Cascia un Distretto di Turismo Lento e Responsabile. Iniziamo a sperimentare la piattaforma partecipativa “Territori Intraprendenti”: spazio collaborativo per lo sviluppo del territorio

Laboratorio 1: Turismo Lento e Responsabile 

(a cura di Maurizio Davolio – A.I.T.R.: Associazione Italiana Turismo Responsabile)

Condivisione e adozione di pratiche e servizi in materia di Turismo Responsabile, con particolare riferimento al consumo critico e alla valorizzazione dei prodotti tipici locali.

 

Laboratorio 2: Creiamo insieme la mappa turistico – emozionale di Cascia

(a cura di A. Renzi – Formatore e facilitatore sui temi del turismo sostenibile e responsabile)

Non c’è territorio senza una sua reale rappresentazione. Non c’è fruizione senza una descrizione chiara e immediata delle possibilità che un territorio offre. Per favorire l’esplorazione del territorio casciano, creeremo insieme una mappa degli antichi sentieri, dei luoghi e dei personaggi grazie al punto di vista della comunità locale

Martedì 29 settembre

Ore 17:00 | Prosecuzione dei laboratori del giorno precedente

Condivisione con i partecipanti della strategia complessiva del Distretto Digitale Territoriale.

hiking-691738_1920

I Cammini in Italia: una scelta di sviluppo

“Il camminare presuppone che ad ogni passo il Mondo cambi in qualche suo aspetto e che anche qualcosa cambi in noi.” Italo Calvino

Camminare è un gesto semplice e antico, un atto che ha molti connotati e significati diversi. Camminare è una delle prime grandi azioni che compiamo quando siamo piccoli, camminare è il gesto quotidiano di tutti i giorni, ma anche un atto di protesta. Camminare è un atto liberatorio, è l’atto di chi è costretto ad abbandonare il proprio Paese, per raggiungerne un altro, e quello di chi vuole viaggiare in modo sostenibile. Camminare è un gesto che possiamo compiere da soli, ma anche in compagnia, con la nostra famiglia, amici, vicini etc.

Oggi il Cammino ha riacquistato grande valore anche nel settore turistico. Dal 2016, anno che Il MIBACT decise di nominare Anno dei Cammini diverse sono stati i progetti e le opere messe a punto per valorizzare questa grande rete, che contraddistingue il nostro Paese. Un esempio è l’Atlante dei Cammini, che traccia e descrive i 44 cammini Italiani

Nel corso degli ultimi anni sono stati tanti i percorsi riscoperti, riattivati e tracciati, e ogni anno se ne aggiungono di nuovi, ma soprattutto tanti sono stati le persone che si sono messe in cammino, andando a superare nel 2018 i camminatori del Cammino di Santiago.

Nel 2018 sono infatti 32.338 le persone, che hanno chiesto la credenziale per uno degli itinerari nel Belpaese. In Italia la più gettonata è la Via Francigena, con 17.092 credenziali richieste, seguita dai cammini francescani (Via di Francesco e Di qui passò Francesco, 7.352), dalla Via degli Dei (3.800), dal Cammino di San Benedetto (2.106), dai Cammini francigeni di Sicilia (1.426) e dalla Via Romea Germanica (652).

Il potenziale e il valore di questa importante infrastruttura sostenibile è enorme. In particolar modo rappresenta una grande fonte di ricchezza per quelli che sono i 944 Piccoli Comuni (il 66% del totale) attraversati.

I Cammini rappresentano occasione di promozione turistica e culturale e di sviluppo locale soprattutto per quelle realtà territoriali capaci di cogliere le opportunità della legge sui Piccoli Comuni (la n.158 del 6/10/2017, meglio conosciuta come legge Realacci): che prevede misure e strumenti per promuovere, in particolare, le produzioni artigianali ed enogastronomiche e il recupero, la riqualificazione e la messa in sicurezza dei centri storici ( fonte: Piccoli Comuni e Cammini d’Italia – Symbola)

Condizioni fondamentali per organizzare ospitalità, ristorazione e rispondere a una nuova domanda turistica, sempre più attenta alla salubrità, alla qualità e alla sostenibilità.

Cogliere le potenzialità dei cammini significa rafforzare il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali capaci di mantenere e rafforzare le tradizioni, le tipicità enogastronomiche, le micro economiche locali e artigianali. Un’Italia che fa l’Italia puntando sulla propria identità e che si adopera per un turismo sostenibile. Ad esempio da un recente ricerca della Coldiretti emerge che ben il 92% dei prodotti DOP e IGP e il 79% dei vini italiani più pregiati d’Italia hanno a che vedere con i piccoli comuni.

Ma il Cammino, oltre a valorizzare le antiche economie, sta dimostrando di produrre e promuovere nuove economie innovative. Intorno a queste infrastrutture si è pian piano sviluppato un nuovo sistema di nuove applicazioni informatiche, mappe, sistemi di geolocalizzazione. Si è implementata l’economia dell’attrezzatura per i trekker e i cicloturisti, si sono aperte nuove strutture ricettive, così come officine per le biciclette, etc. Riportiamo qui di seguito qualche dato, fornito dalla ricerca di Terre di Mezzo Editore “Italia, Paese di Cammini”:

· RAGIONI: È una minoranza (il 25%) quella che si mette in cammino per motivi religiosi, gli altri annoverano tra le motivazioni “per fare trekking” (52%), “per stare nella natura” (50%) o “per scoprire il territorio” (46%). Pochi quelli che affrontano il pellegrinaggio in bici, l’11%.

· PERIODO: Moltissimi si cimentano nell’impresa nel periodo primaverile o estivo: i picchi si registrano a maggio (19% di chi ha risposto) e in agosto (21%).

· MODALITA’: I cammini vengono percorsi per l’89% a piedi, per il 10,6% in bici, a cavallo con lo 0.2% e in carrozzella per lo 0.1%.

· SPESE GIORNALIERE: Il 45% spende in media dai 30 ai 50 euro al giorno;

· PERNOTTAMENTO: Il 65,4% pernotta in un B&B, il 57,1% in strutture religiose, il 28,4% in agriturismi e il 23,8% in alberghi;

· PASTI: Se il 73% pranza con i panini, il 52% poi si concede una cena al ristorante e il 27% sceglie strutture che offrono il menù per pellegrini.

· PREPARAZIONE PRE CAMMINO: Prima di partire, il 42% ha acquistato calzature, il 39% abbigliamento tecnico e il 31% attrezzatura come zaino, borraccia o bastoncini.

· COME SI SCOPRE IL CAMMINO: Il 34% ha invece risposto che è stato il passaparola ad aprirgli gli occhi sul mondo dei cammini e dei camminatori. Per il 32% è stato internet, per il 14% Facebook e per l’8% tv, radio o giornali. Come esprime il Manifesto “IO CAMMINO IN ITALIA” Il cammino può dare sostegno alle piccole economie, e riportare speranza e ottimismo in realtà oggi in crisi, perchè l’ingegno e la resilienza che da sempre accompagnano questo Paese, possono sovrastare la rassegnazione e condurre verso nuove soluzioni creative per affrontare le difficoltà.

Silvia Lazzari

Cascia, 10/9/2020

Sentiero Cascia-Ocosc_roccaporena_10-07-2020 (11)

NASCE IL “COMPRENSORIO DEI SENTIERI CASCIANI”

L’idea è semplice quanto spontanea: incentivare la conoscenza del territorio Casciano attraverso i sentieri che lo percorrono.

I sentieri di questa terra rappresentano le linee tangibili dell’operosità continua degli agricoltori e allevatori che li utilizzano da decenni, a volte da secoli, per spostarsi con mezzi e bestiame. Se davanti ai nostri paesaggi contempliamo la bellezza dei campi, le loro forme geometriche e l’armonia dei colori lo dobbiamo al lavoro imperterrito degli agricoltori, se ammiriamo le greggi al pascolo lo dobbiamo alle fatiche senza orari degli allevatori, se ci meravigliamo della bellezza di alcuni casolari lo dobbiamo agli agriturismi che ospitano chi da questo territorio si vuole sentire accolto.

Giovedì 30 luglio, ad Ocosce, si è dato appuntamento un gruppo di queste persone che ancora una volta confidano di poter aggiungere valore al territorio. Quella terra che già da tempo curano con il proprio lavoro.

Noi di Rockability, insieme a loro, sentiamo la necessità di generare ciò che non c’è, il “Comprensorio dei Sentieri Casciani da percorrere a piedi, in bicicletta e a cavallo. Quando si aggiunge valore ad un luogo è tutta la comunità che ci guadagna, quella residente ma anche quella che periodicamente lo frequenta o potrebbe frequentarlo.

 

Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020Ocosce (Cascia). Incontro 30 agosto 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

I sentieri sono un dono per quelle persone che vogliono addentrarsi nei paesaggi, passo dopo passo diventarne parte, fare esperienza diretta di scene e rappresentazioni a loro inedite ricche anche di storia.

I sentieri sono un dono di tempo che possiamo offrire ai turisti, quel tempo che scorre senza impazienza, quello che è scandito dal personale ritmo dei passi, quello giusto per incontrare persone, tradizioni, usanze, sorrisi e speranze. Il tempo in cui chi giunge qui da altrove ha la possibilità sentirsi più che turista, “cittadino temporaneo”.

I sentieri possono essere un luogo di scambio tra chi racconta e chi ascolta. E a raccontare a volte è la gente del luogo, altre volte la gente ospitata nei luoghi, altre ancora è la Natura che parla. Chi ascolta lo fa con delicatezza, tranquillità e voglia di accogliere.

Sentero Cascia-Ocosce-Roccaporena. Verifica Sentiero 10 luglio 2020

Così il primo sentiero che abbiamo progettato di rendere fruibile con un’operazione di manutenzione comunitaria il 18 agosto prossimo, è quello che collega Cascia a Roccaporena passando per Ocosce. Lo abbiamo già percorso il 10 luglio per verificarne le condizioni e per mapparlo in GPS. E’ un sentiero che parte dalla Rocca di Cascia, luogo storico, sede di scavi archeologici, sale nel bosco verso la frazione di Ocosce e la percorre fino al bivio con cappella votiva dedicata a Santa Rita. Da questo punto, svoltando a destra si prosegue lungo le stradine vicinali. Si giunge al Casale del Castellano, altro luogo di ritrovamenti archeologici che fanno ipotizzare che l’area sia stata abitata ancor prima della urbanizzazione della città di Cascia.

Questo è uno dei punti più panoramici del percorso, la vista spazia sulla frazione di Roccaporena.

Lo Scoglio di Santa Rita è lì, vicinissimo, ma in realtà un po’ più basso e a circa un chilometro in linea d’aria.

Poco più a destra la frazione di Collegiacone.

Si sale con lo sguardo oltre la cresta del Monte della Sassa e in lontananza si incontra la catena dei Monti Sibillini. E’ facile riconoscere Monte Vettore sopra tutti con la sua frattura orizzontale.

Tra tutto questo e i nostri piedi il vuoto della vallata del fiume Corno. Il momento è incantevole.

Questo luogo è conosciuto da tanti casciani, ma a pochissimi “cittadini temporanei“ è stato donato come tempo di condivisione di un’esperienza. Possiamo farlo.

Riprendendo a camminare, il percorso continua in ripida discesa, a zig-zag nel bosco fino al letto del fiume Corno facilmente guadabile in quanto asciutto. Poi un’ultima piccola salita permette di arrivare a Roccaporena.

La manutenzione del 18 agosto prevede la pulizia del sentiero da fronde e rami sporgenti. Nei giorni successivi sarà installata la segnaletica (verticale e orizzontale oltre agli eventuali pannelli informativi), operazione molto importante per l’identificazione dei luoghi.

Dall’autunno in poi si procederà ad aggiungere ulteriori sentieri di interesse paesaggistico, storico e archeologico, che creeranno un anello intorno a Cascia intersecando il “Cammino di San Benedetto” e toccando frazioni, aziende agricole e agriturismi. Si provvederà al tracciamento in GPS così da poter visualizzare i tracciati comodamente da smartphone attraverso l’uso di applicazioni dedicate.

Chiunque voglia contribuire con un’idea, un’opinione e magari con un po’ del suo tempo alla manutenzione, al posizionamento della segnaletica, alla mappatura o anche alla creazione dei sentieri può scrivere a info@rockability.net o telefonare allo 3337642516 (Andrea).

Doniamoci la libertà di partecipare alla gestione del nostro spazio. La libertà di aggiungere valore alla terra che abitiamo. La libertà di esserci.

“La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche un gesto o un’invenzione

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione”

(La Libertà – Giorgio Gaber)

 

Andrea Trevisi

Cascia 05/08/2020